L’azienda manifatturiera Manini Prefabbricati Spa pronta a riaprire grazie alle nuove tecnologie. L’ad Boccolini: «Occasione per il futuro»

LE MISURE «Oltre a mascherine e disinfettanti, ci sarà anche il controllo della temperatura»

ORGANIZZAZIONE «Abbiamo anticipato la cassa integrazione agli operai per non dover farli attendere»

BASTIA «Abbiamo stretto un accordo con un’azienda di Orvieto, la Vetrya, che ha sviluppato un sistema di tracciamento dei dipendenti con ’uso di un tag. Tutti i nostri dipendenti ne saranno dotati, in maniera tale da monitorare la corretta applicazione del distanziamento di
sicurezza. Inoltre, se dovesse riscontrarsi un caso di positività, potremmo rintracciare a ritroso tutti i contatti che ha avuto la persona. È un dispositivo bluetooth facilmente indossabile perché poco più piccolo di un pacchetto di sigarette e senza emissione di onde radio». Lo
sguardo al futuro, in vista della riapertura del sistema produttivo dell’azienda manifatturiera «Manini Prefabbricati Spa», passa attraverso le nuove tecnologie. Dopo settimane di stop, da lunedì 4 maggio ripartirà la catena produttiva e il montaggio, cuore e motore dell’azienda.
L’amministratore delegato Manuel Boccolini è pronto alla nuova sfida per la Fase 2: «Partendo da questo sistema di tracciamento bluetooth stiamo pensando di applicarlo non solo come strumento anti Covid 19, ma come trampolino di lancio per la sicurezza 4.0 nel mondo
del lavoro». In che modo? «Il dispositivo emetterebbe un suono, diverso da quello per il distanziamento anti contagio, se l’operatore dovesse essere troppo vicino ad una macchina operatrice o ad un carro ponte che movimenta carichi sospesi. Ovviamente qui la distanza non
sarebbe di un metro, ma tarata a seconda dei diversi tipi di macchinari. Partire da una necessità, come quella legata all’attuale emergenza sanitaria, per implementare il sistema di sicurezza sui luoghi di lavoro. È questa la nostra idea». Con 400 operai negli stabilimenti di Bastia, Somaglia e Aprilia, che azioni avete predisposto per la sicurezza? «Oltre alle precauzioni igieniche come mascherine e gel disinfettanti, ci sarà il controllo della temperatura corporea dei dipendenti in fase di accesso ai luoghi di lavoro, orari scaglionati per ridurre i contatti nelle zone comuni e un percorso per l’ingresso e un altro per l’uscita nei reparti dedicati agli uffici, dove lavorano altri 80 dipendenti, con una segnaletica dedicata.
Anche l’accesso ai distributori-bevande cambierà. Massimo 2 persone alla volta, nel rispetto della distanza di sicurezza». Che tipo di sforzo c’è stato per la ripartenza? «Direi grande, dal punto di vista organizzativo, riuscire a rimanere aperti con i servizi tecnici e una modalità in smart working che abbiamo dovuto mettere in campo in dieci giorni, con 70 postazioni da
casa. Abbiamo inoltre anticipato la cassa integrazione ai nostri operai per non dover farli attendere. Una policy che l’azienda ha sempre portato avanti nei momenti di difficoltà. Abbiamo inoltre stipulato una polizza assicurativa in caso di Covid per tutti i lavoratori».
Valentina Scarponi

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