L’INCHIESTA

BASTIA UMBRA Frode milionaria scoperta dalla guardia di finanza di Assisi. L’indagine condotta dagli uomini guidati dal luogotenente Stefano Ricci ha preso le mosse da una verifica fiscale nei confronti di una società di Bastia Umbra operante nel settore dell’edilizia. L’impresa in realtà esisteva solo sulla carta e non disponeva né di dipendenti ne’ di mezzi, ma era stata costituita con l’unico obiettivo di fungere da cartiera, ossia per emettere fatture false. L’impresa bastiola era solo il primo anello di una catena di attività che ha portato all’evasione di ben 900mila euro di imposte, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti dell’ammontare complessivo di due milioni di euro. Lo sviluppo delle indagini ha infatti consentito di scoprire altre imprese, aventi sede nelle province di Padova e Venezia (una delle quali facente capo a un deejay padovano assai attivo nei social, anch’egli ideatore e artefice della truffa), che fungevano da schermo, annotando le fatture false per poi riemetterne a loro volta altre di importo lievemente maggiorato in favore ulteriori imprese venete, ostacolando la diretta connessione di queste ultime con l’originaria società cartiera bastiola, strutturalmente priva di uomini e mezzi. La complessa attività avviata nel 2018 dai militari della tenenza di Assisi ha portato alla denuncia di 12 persone per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, tra cui anche il titolare di fatto dell’azienda con sede a Bastia Umbra, il quale aveva tentato di eludere i controlli intestando l’attività al figlio. L’operazione, denominata Paper-Gratis, s’inquadra nell’ambito delle attività programmate dal comando provinciale di Perugia e dirette al contrasto di articolati e complessi sistemi di frode fiscale, che sottraggono risorse fondamentali per lo sviluppo e la crescita del Paese. Ad insospettire le fiamme gialle e’ stato l’evidente contrasto tra la mole d’affari risultante dalle fatture emesse e l’assenza di uomini e mezzi da parte della società emittente. Impossibile gestire tutto quel lavoro senza un’organizzazione adeguata. Inoltre ha destato più di un sospetto il fatto che non ci fossero riscontri di alcun tipo del pernottamento o del transito del titolare, né tantomeno di ipotetici operai, dell’azienda bastiola nelle province del Nord dove si sarebbero dovuti svolgere i lavori edili cui si faceva riferimento nelle fatture. Il dj veneto molto conosciuto aveva costituito una ditta individuale che si interponeva tra quella bastiola e le imprese venete. Qualche settimana fa sempre per l’emissione di fatture false ad Assisi sono finiti nei guai i titolari di un’azienda agricola. Una truffa da 760mila euro scoperta dagli uomini della guardia di finanza.

Massimiliano Camilletti

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