È stato uno dei primi contagiati dal virus in Umbria. Due mesi di calvario: «Ho creduto di non farcela, mi ha salvato il pensiero di mio figlio»
BASTIA UMBRA «Ho pensato più volte di morire. A darmi la forza di resistere è stato l’amore per mio figlio». A raccontare i momenti salienti della sua storia è il primo contagiato da Covid 19 di Bastia Umbra. Domenico, 50 anni, è stato costretto a un lungo calvario iniziato
il 20 febbraio e conclusosi l’8 maggio. Ha contratto il virus, con tutta probabilità, a La Spezia durante un convegno cui ppartecipava quale esperto di sicurezza sul lavoro. Quando ha iniziato a star male? «Il 24 febbraio. Dopo 4 giorni, ho avuto i primi sintomi con febbre. Il
medico di famiglia mi ha prescritto prima Tachipirina e poi, constatata l’inefficacia, antibiotici. Inefficaci anche questi». Pensava al coronavirus? «Sì, ero molto preoccupato e, nonostante vivessi da solo, usavo la mascherina per i contatti con mio figlio di 8 anni e con sua madre, la mia ex compagna con cui sono in buoni rapporti. La situazione non migliorava
così sono andato al pronto soccorso dell’ospedale di Foligno dove un medico mi ha invitato a togliere la mascherina. Nessun tampone mi è stato fatto e, prima di dimettermi, mi è stato prescritto un altro antibiotico. In quel periodo si guardava alla Lombardia ritenendo che il contagio da Covid 19 potesse essere tramesso da contatti con cinesi». Poi cosa è successo?
«La mia situazione è diventata drammatica e il 5 marzo mi sono svegliato con una gran fatica a respirare. Abbiamo contattato la sanità regionale e sono stato trasportato con un’ambulanza del 118 all’ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia. Subito trasferito a Malattie infettive e poi intubato. Il mio calvario in terapia intensiva è durato 21 giorni, con momenti
drammatici. Tre settimane tra la vita e la morte. Nonostante fossi sedato, mi sono reso conto che avrei potuto non farcela. Ho reagito pensando a mio figlio. Sono stati tutti eccezionali, medici e infermieri». Una lunghissima degenza…. «Fino al 16 aprile a Perugia, poi al reparto Malattie infettive dell’ospedale di Pantalla fino all’8 maggio. Anche lì ringrazio tutti».
Domenico, originario del Molise è in Umbria da una ventina d’anni (si è laureato in Giurisprudenza a Perugia) dal 2012 vive a Bastia dove ci sono la ex e il figlio: entrambi sono stati contagiati e costretti all’isolamento volontario a domicilio. «Nel periodo del ricovero – ricorda Domenico – ho perso 15 chili, arrivando oggi a pesarne 50. Meglio non mostrarmi in
foto. Ora, pur non avendo ripreso a lavorare, faccio vita normale. Al mio rientro a casa l’8 maggio qui a Cipresso ho avuto la sorpresa di un caloroso bentornato da un comitato di residenti. Mi ha fatto piacere… ».

Massimo Stangoni

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