Il test dell’autunno SONO 24 CASI REGISTRATI A PERUGIA 3 A BASTIA,
FOLIGNO E CORCIANO

PERUGIA Nuovo scatto dei contagi in Umbria, 46 in un giorno, il numero più alto della fase tre,come a inizio aprile. Con la differenza che oggi, 37 sono stati scoperti grazie allo screening che tra martedì e mercoledì mattina si è tradotto in quasi duemila tamponi. Un aspetto sottolineato anche nell’ultimo Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane nel quale si evidenzia come il numero dei positivi nella regione sia tornato a crescere dal mese di agosto. Un ritorno del virus che continua ad essere alimentato da casi “importati” e cluster familiari.Un tale picco giornaliero di infezioni certificate in un solo giorno non accadeva dal 3 aprile (47 casi) ma i due dati non possono essere confrontati tout-court come emerge dal rapporto OsservaSalute.“Dalla seconda metà del mese di agosto e fino al 24 settembre in Umbria il numero di nuovi contagi giornalieri oscilla intorno a 20 casi giornalieri”, si rileva. “Tale andamento è molto legato al numero di tamponi effettuati che è cresciuto nello stesso periodo”. Anche ieri, 1.940 tamponi con un tasso di positività del 2,37%, il più alto da quando la curva del contagio è risalita. A livello nazionale, la regione è sesta per tasso dei tamponi, pari a 9,5 per 100 abitanti. In questa fase, inoltre, è cresciuta la quantità dei tamponi ripetuti, quelli eseguiti a caccia della negatività, se su soggetti clinicamente guariti o senza sintomi, o legati al contact tracing o screenig, in cerca di eventuale positività. Ne consegue che, a fronte dei quasi 2mila tamponi dell’ultima giornata, risultano testate 1.046 persone, il 4,4% delle quali trovate positive. Nel rapporto si evidenzia tuttavia come nella regione da giugno a settembre i casi testati siano quasi raddoppiati (+98,6%)mentre la prevalenza dei positivi di quasi della metà (+59,7%).“Questi ultimi, quindi – si legge nel rapporto – crescono a un ritmo inferiore rispetto alla prima fase. Solo in Sardegna le due variazioni sono molto simili”. Gli esperti di OsservaSalute, tra cui il professor Walter Ricciardi, affermano quindi – con le dovute cautele” – che la diffusione del virus “può considerarsi più lenta che in passato”. Un rallentamento che ha determinato una minor pressione sugli ospedali dove oggi figurano 42 pazienti Covid, tre dei quali in terapia intensiva.“La percentuale dei casi
trattati in ospedale in Umbria è molto variabile – si osserva nel rapporto – con un livello medio superiore a quello nazionale,scesa sotto il 10% solo a partire da metà agosto”. Il maggior ricorso all’isolamento domiciliare,
condizione che interessa 500 persone, ha così ridotto i rischi di contagio nelle strutture ospedaliere. Merito della maggior efficacia delle cure, ma anche della minore complessità dei pazienti, vista l’età media che, considerando i casi attivi, è scesa dai 65 anni di marzo ai 35 attuali, come evidenziato nei giorni scorsi dall’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto. LA MAPPA DEL CONTAGIO I 46 positivi di ieri sono concentrati in nove comuni (uno è di fuori regione), più della metà certificati a Perugia. Altri 8 positivi a Terni, tre a Corciano, Foligno e Bastia Umbra, altri casi singoli a Panicale, Passignano, Spello e Città di Castello. Nel comune altotiberino, tra martedì sera e mercoledì mattina, la Asl ha comunicato altri cinque casi. “Il dato uniforme che emerge dalle nuove positività, alcune delle quali sono asintomatiche –spiega il sindaco Bacchetta – è che la gran parte di queste persone provengono da paesi stranieri”. Un caso si è rivelato più complesso, un tifernate rientrato dalla Svizzera per il quale si sta ricostruendo la catena epidemiologica. “La situazione risulta tuttavia limpida”. Grazie ai 29 guariti, scendono a 50 i comuni interessati dal virus, con Cascia tornata covid-free e 16 città con un solo caso residuo.
Fabio Nucci

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