LA STORIA
Si è finta finanziere, ha finto un profilo social e un bonifico riuscendo così a portare via da un negozio di abbigliamento di Bastia vestiti per qualche centinaio di euro. Ma in quel momento della sua vita, la donna (assistita
dall’avvocato Giuseppe De Lio) era «totalmente incapace di intendere e di volere» e per questo motivo ieri il giudice Loschi l’ha assolta.I fatti risalgono a circa tre anni fa, quando la donna entra nel negozio di Bastia scegliendo dei capi e facendoseli mettere da parte per passare a ritirarli e pagarli il giorno dopo. Cosa che puntualmente avviene. Secondo quanto denunciato dai commercianti, la donna si presenta come finanziere di stanza a Perugia e chiede se può fare un bonifico per pagare la merce dal momento che non dispone di contanti e di bancomat o carta di credito. I titolari danno l’ok e la donna riesce a convicerli che l’operazione è stata fatta ed è andata a buon fine. A quel punto manifesta la volontà di comprare altri prodotti pagando sempre con la stessa modalità e i proprietari acconsentono. Qualche giorno dopo, andando a verificare se il bonifico è regolarmente arrivato, i due commercianti si renderanno conto che in realtà quei soldi nel conto non ci sono. Non solo, cercheranno la donna e si imbattono in un profilo social in cui dell’attività di finanziere non c’è alcuna traccia. Espletate le indagini, gli investigatori stabiliranno che nulla di quella storia è vero. Ieri in aula, davanti al giudice, il perito nominato dalla difesa, ha depositato la relazione circa la totale incapacità di intendere e di volere della donna in quel periodo. E il giudice l’ha assolta.
Mi. Mi.

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