Il Bastia Volley rinuncia al campionato di serie C e viene retrocesso, lettera delle ragazze: «Proteggere le nostre famiglie». Il presidente Coraggi: «Non ci sono le condizioni per giocare»
di Daniele Cervino
BASTIA UMBRA «Abbiamo deciso di non riprendere gli allenamenti e di non voler partecipare al campionato, vogliamo tutelare noi e i nostri cari». Perché più forte della passione per lo sport, più importante anche di una retrocessione c’è la salute, «da difendere a tutti i costi». Così le ragazze del Bastia Volley hanno scritto una lettera e comunicato di lasciare il torneo di serie C femminile, fermo da tempo a causa della pandemia,e che avrebbe dovuto cominciare il 25 febbraio. Le atlete vengono da ogni parte dell’Umbria. C’è chi lavora in ospedale, chi ha i nonni in casa da proteggere. «Ognuna di noi – spiegano – proviene da contesti di lavoro e di studio diversi, vive in nuclei familiari variegati con persone più o meno fragili e ci sentiamo in dovere di proteggere le nostre famiglie e di evitare, o quantomeno limitare, situazioni di possibile contagio che possano metterle in pericolo». Una decisione sofferta, partita dalla società e condivisa dalle ragazze, che costa la retrocessione del club in serie D. «Nonostante la voglia e il desiderio di tornare in campo abbiamo preferito accantonare la pallavolo, con l’intento di agire nel modo che secondo noi è più corretto e responsabile – il rammarico delle giocatrici del Bastia Volley -. Ringraziamo gli allenatori, la società e il presidente che hanno appoggiato la nostra scelta, condividendo le nostre preoccupazioni, nonostante le conseguenze. Infatti, quella che ai nostri occhi era la decisione più naturale e più giusta è stata invece punita con la perdita del titolo e quindi la retrocessione in serie D. Benché non ci sembri corretto sanzionare una società che preferisce tutelare la salute delle sue atlete e delle rispettive famiglie piuttosto che mettere in primo piano la questione economica, prendiamo atto della situazione e restiamo ferme sulla nostra opinione. Avremo tempo e modo per tornare ad allenarci e giocare a pallavolo, ma in questo momento le nostre priorità sono altre, la salute prima di tutto». Il presidente Fabio Coraggi, che a luglio ha preso il timone del club, ha sposato da subito la scelta delle atlete: «Ci siamo confrontati più volte con le ragazze e anche con il settore giovanile – ammette –. Non ci sono le condizioni per giocare e ho annunciato alla Federazione di ritirare la squadra. Mi hanno risposto che avrei perso la categoria, vorrà dire che la riconquisteremo l’anno prossimo sul campo. Oggi non si può giocare: allenarsi implica dei rischi, che adesso è meglio non correre. Possiamo garantire la sicurezza dentro la palestra, rispettare le norme, ma andare in trasferta è
un’incognita ed non è sostenibile effettuare tamponi ogni settimana. Non è una questione economica ma di responsabilità. Per giocare ci sarà tempo, non è questo il momento».

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