LA POLEMICA
BASTIA UMBRA Slitta la revisione del regolamento comunale di Igiene. Il consiglio comunale che mercoledì 31 marzo avrebbe dovuto esaminare la modifica del regolamento è stato infatti posticipato. Il Comitato per la difesa
dell’ambiente e del territorio di Costano nei giorni scorsi ha manifestato la propria contrarietà all’ipotesi di modificare l’articolo 115 che disciplina lo smaltimento dei liquami zootecnici. «No allo smaltimento dei liquami
zootecnici non depurati sui terreni agricoli», questo il messaggio inviato al sindaco Paola Lungarotti. Il primo cittadino fa sapere come difronte ai timori di una comunità, l’amministrazione comunale abbia il dovere di porre tutte le attenzioni possibili affinché vengano dissipati i dubbi e con1prese le ragioni, legittime o meno, da ogni punto di vista. «Ritengo – spiega il primo cittadino – che l’amministrazione comunale non sia ostaggio di un Comitato. Il nostro compito è però quello ascoltare tutte le voci della comunità. Visto che la controversia sull’articolo del regolamento io questione sta alimentando “fiumi di parole”, la sua revisione sarà effettuata solo dopo aver raccolto tutti gli elementi utili e necessari per rispondere alle istanze presentate dai cittadini. Anche in questo caso quindi ci muoveremo con equilibrio, attenzione e ascolto come abbiamo sempre fatto. Il tempo speso a tal fine, è sempre speso bene».
Il sindaco motiva così la posticipazione del consiglio comunale. Quel che temono molti residenti nella frazione di Costano è di ritornare a subire, come in passato, i disagi provocati dagli allevamenti intensivi di suini. A rassicurarli ci pensa a titolo personale, il vicesindaco Francesco Fratellini secondo cui la modifica potrebbe ad «una normativa molto più stringente di quella in vigore, con l’attuale regolamento inapplicabile. Perché l’articolo 115 prevede che i reflui zootecnici debbano essere obbligatoriamente conferiti all’impianto Codep di Passaggio di Bettona che ha chiuso più di dieci anni fa. È giusto – si chiede allora Fratellini – consentire lo spandimento in superficie del letame e non lo spandimento dei liquami con una tecnica innovativa che deposita il concime naturale circa 30-40 centimetri sotto terra? ». Secondo il Comitato la modifica del regolamento consentirebbe il riuso della fertirrigazione pur con gli stringenti controlli previsti dalle prescrizioni regionali. Ma Fratellini non la pensa così: «Non ci sto a sostenere che la tutela delle acque passi attraverso il divieto di fertirrigazione, lasciando utilizzare tranquillamente i concimi chimici che possono fare anche più danni di quelli naturali. Se così fosse. dopo dieci anni di blocco della fertirrigazione, la qualità delle falde acquifere dovrebbe essere migliorata sensibilmente. Ma così non è. La realtà è che mentre in passato a Bastia si allevavano oltre 20mila suini che davano lavoro a molte famiglie, oggi non si allevano più neanche i maiali per fare la famosa sagra della porchetta nata 47 anni fa».

Massimiliano Camilletti

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