BASTIA UMBRA Una colletta per sostenere la famiglia di Samuele. La decisione di promuoverla è stata presa ieri dai residenti del quartiere Cipresso – Madonna di Campagna dove il ragazzo abitava. Una raccolta volontaria a cui si potrà aderire recandosi al new bar di Cipresso o alla bocciofila di via Sofia. Ieri sera sono stati stampati i volantini in cui si illustrano l’iniziativa di solidarietà e le modalità di adesione.
Oggi saranno distribuiti tra la gente. Tutti conoscevano Samuele anche se non bazzicava più di tanto il bar, quanto piuttosto gli amici tra XXV aprile e Santa Lucia. «Una famiglia a cui tutti volevano bene tiene a rimarcare l’ex sindaco Vannio Brozzi, residente a Cipresso -. Quando ho capito che il ragazzo morto era il figlio della Sonia mi si è gelato il sangue».
IL BASTIA
I suoi amici erano soprattutto quelli conosciuti giocando a calcio. Proprio la società sportiva del Bastia ieri gli ha tributato un video ricordo con le istantanee della sua carriera in maglia biancorossa. «Quelli che amiamo non se ne vanno – queste le parole che hanno accompagnato il video – ci camminano accanto ogni giorno, invisibili, inascoltati, ma sempre vicini. Noi tutti ti amavamo e piangiamo la tua scomparsa. Fai buon viaggio Samuele!».
IL RIONE
Il ragazzo ha lasciato il segno anche nel rione sant’Angelo. Il capitano del rione Andrea Ciuchicchi lo ricorda così: «Era educato e tranquillo. Per quanto fosse molto giovane si era avvicinato già da qualche anno grazie ai suoi amici molto attivi nel rione. Un suo amico intimo nel 2019 ha preso parte alla lizza. Samuele si è subito messo a disposizione partecipando attivamente alle iniziative del rione e nell’ultima edizione ha provato a gareggiare nei giochi che si svolgono in piazza. Anche la madre era molto conosciuta tra i rionali. L’improvvisa morte ha lasciato tutti interdetti».
IL SINDACO
Il sindaco Paola Lungarotti ieri ha scritto un lungo messaggio per ricordare il ventiduenne scomparso: «Come sindaco, a nome dell’amministrazione comunale tutta, ci stringiamo all’immenso dolore che ha colpito la famiglia di Samuele. Per questi familiari, come per tutti coloro che disgraziatamente subiscono tali perdite, è come essere gettati in una grande voragine, in un incubo da cui vorresti svegliarti, ma è impossibile. E’ il lutto più grande, l’ingiustizia più grave e niente e nessuna parola possono aiutare a risollevare l’animo, ferito irrecuperabilmente. Feriti nel profondo, il tempo scorrerà su due binari: quello del passato, dei ricordi, dei giorni felici, della memoria dei pensieri e delle azioni dei propri figli e quello della quotidianità che potrà dare tanto ma non potrà più dare il pieno conforto».
Massimiliano Camilletti

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