L’intervista
La verità di Patrizia ’Mi sono difesa’

A ’La Nazione’ la transessuale indagata ha ricostruito la drammatica serata Samuele era vivo «No, io non l’ho ucciso. Quando me ne sono andata era a terra, nudo, senza forze ma vivo. Mi ha detto ’Aiutami ad alzarmi, non mi lasciare qui’ ma non l’ho fatto. Secondo me stava morendo per overdose. Io ero piena di sangue e me ne sono andata»

di Erika Pontini
PERUGIA La stretta al collo potrebbe essere risultata fatale a Samuele De Paoli, anche se – dai primissimi accertamenti emersi dall’autopsia svolta ieri dal professor Mauro Bacci e dal dottor Sergio Scalise, nominati dalla procura di Perugia – il ventiduenne di Bastia Umbra non sarebbe stato tecnicamente strozzato, ma la causa del decesso potrebbe essere ricondotta allo choc del nervo vago, ad opera del transessuale Pineiro Reis Duarte Hudson, detto ’Patrizia’ nel tentativo di difendersi dal pestaggio. Sul collo del giovane sono chiari i segni di quattro strisce sul lato sinistro del collo (che potrebbero essere quattro dita), proprio sotto la mandibola e di una pressione a destra, proprio sotto l’orecchio, probabilmente il pollice. In quell’area, difficilmente raggiungibile e individuabile – a meno che si è un medico esperto – , c’è il nervo vago che potrebbe essere stato compresso, fino a condurre alla morte per arresto cardiocircolatorio del giovanissimo ex calciatore che si guadagnava da vivere lavorando da un benzinaio. L’esame, durato oltre tre ore, alla presenza dei consulenti di parte – Annamaria Verdelli e Laura Panata per
’Patrizia’ e Antonio Galzerano per la famiglia De Paoli – non ha però chiarito del tutto la dinamica di quello che, allo stato, è stato iscritto dalla procura come omicidio preterintenzionale. Perché ’Patrizia’ non voleva uccidere Samuele. In base alle relazioni medico legali e agli accertamenti in corso da parte della squadra mobile il procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini, titolare dell’indagine, dovrà stabilire se si sia trattato di un’azione o di una reazione e procedere,
sotto il profilo penale di conseguenza. Adesso saranno anche gli accertamenti istologici sui tessuti e quelli tossicologici, affidati alla dottoressa Paola Melai, per rilevare eventuali concause rispetto all’assunzione di cocaina (confermata dai amici del ragazzo) e di alcol, a scrivere l’ultima parola sulla tragedia di Sant’Andrea delle Fratte. Dove, in un fosso, in mezzo a un campo Samuele ha trovato la morte martedì sera dopo aver cercato la trasgressione, contrattando per trenta euro una prestazione sessuale con Hudson. Dall’autopsia non sono emersi altri segni riferibili ad una colluttazione tra i due ma sulle nocche della mano destra di Samuele ci sono i chiari segni di lacerazione, quasi certamente dovuti ai pugni inferti al transessuale. La mano sinistra invece no. E, se fosse vera la tesi del bastone di cui parla l’indagato (ma non è mai stato trovato dalla polizia) che dice di essere stato colpito con un mezzo contundente sulle costato – ha quattro costole fratturate – potrebbe significare che il bastone Samuele lo impugnava a sinistra. Hudson ha spiegato, sia agli investigatori che a ’La Nazione’ di essere stata pestata per difficoltà emerse durante il rapporto sessuale, di essere stata trascinata all’esterno della vettura e di aver afferrato per il collo Samuele solo per difendersi. La procura di Perugia ha inoltre disposto accertamenti medico-legali che saranno eseguiti tra martedì e mercoledì su ’Patrizia’ per verificare «alla luce della documentazione clinica le condizioni fisiche in relazione agli eventi del 28 aprile – è scritto nell’incarico – al fine di individuare mezzi e portata delle lesioni ad essi relative, nonchè accertare la pregressa assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope». Intanto proseguono le indagini della Mobile – diretta da Gianluca Boiano – che ha sentito gli amici di Samuele per ricostruire le fasi precedenti all’incontro con ’Patrizia’, e l’assunzione di gruppo di un grammo di cocaina. Dopo la riunione con gli amici Samuele aveva raggiunto San Sisto dove aveva prelevato Patrizia in via Penna. I due si erano poi appartati a bordo della Panda rossa del
ragazzo in una stradina alle spalle della zona industriale dove, mercoledì mattina, un runner ha trovato il cadavere di un ragazzo, completamente nudo.

le tappe
Dal ritrovamento alla svolta

In poche ore la polizia ha individuato la trans, grazie alla testimonianza dell’autista che l’aveva prelevata intorno alle 21 e l’indomani si è presentata in questura. Il medico legale Sergio Scalise , nominato dalla procura, dovrà esaminare anche le lesioni di ’Patrizia’ che ha ecchimosi al volto e quattro costole fratturate ed è stata refertata in ospedale (25 giorni). La trans, indagata per omicidio preterintenzionale è difesa dall’avvocato Francesco Gatti .

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