A Bastia tanta gente per salutare il ragazzo ucciso Dalla squadra di calcio agli amici del rione Sant’Angelo

Domani giornata chiave per l’inchiesta, accertamenti sui telefonini della vittima e della trans accusata di omicidio

La comunità bastiola ha tributato ieri pomeriggio l’ultimo saluto a Samuele De Paoli, il ventiduenne trovato morto una settimana fa in un fosso a Sant’Andrea delle Fratte. Il feretro è entrato nella centrale chiesa di San Michele Arcangelo portato in spalla dagli anmici. La cerinmonia funebre è stata celebrata in forma privata dal parroco don Marco Armillei, con tante persone costrette fuori dalla chiesa per evidenti motivi di sicurezza dettati dalla pandemia e con due pattuglie della volante a presidiare l’area. Presenti i rappresentanti delle istituzioni, il Bastia Calcio, gli amici del rione Sant’Angelo.Alla fine della toccante cerimonia sono stati ascoltati alcuni brani del cantante preferito di Samuele:Achille Lauro. Intanto vanno avanti gli accertamenti sulle circostanze che hanno portato alla morte di Samuele. Per la sua morte è indagata (l’ipotesi è omicidio preterintenzionale) Patricia,una quarantatreenne brasiliana,che si prostituisce proprio nella zona industriale di Sant’Andrea delle Fratte. Ancora in fase di accertamento anche l’ora della morte del 22enne. Patricia ha raccontato che quando lei è scappata Samuele era ancora vivo.
Una ricostruzione che potrebbe essere congruente, visto che la lesione del nervo vago, seppure fatale può non portare al decesso istantaneo. Nei prossinmi giorni sarà sottoposta a visita medico legale, mentre domani saranno i telefoni
a parlare: sono previsti infatti gli accertamenti irripetibili sui cellulari e le schede telefoniche di Samuele e di Patricia. Secondo quanto riferito agli agenti, le ferite sul suo corpo sarebbero state provocate da Samuele che a
sua volta sarebbe stato colpito da Patrizia per difendersi. Per i medici legali, la ferita mortale è stata quella causata dalla mano che ha stretto il collo di Samuele, tanto da provocare al giovane una crisi vagale. Patrizia ha detto di
essere stata colpita con un bastone che però non è stato mai trovato.«Aveva solo 22 anni, non doveva morire, ma io mi sono solo difesa», ha ripetuto per ore Patrizia.Come e quanto però abbia influito quella stretta al collo di una persona alta un metro e ottanta per ottanta chili potranno a questo punto stabilirlo solo i prossimi accertamenti. Per dare risposte agli amici, alla famiglia e a chi voleva bene a Samuele.I residenti del quartiere Cipresso- Madonna di Campagna, dove il ragazzo viveva con la madre e i due fratelli, hanno promosso una colletta. Il ragazzo è stato ricordato anche dal ‘Bastia1924’,nel cui settore giovanile aveva militato, con una Santa Messa celebrata allo stadio domenica.
Molti gli amici, gli ex compagni di squadra che si sono radunati sul manto erboso. Il rito è stato fortemente voluto dal presidente della società, Sandro Mammoli.Samuele, dopo aver fatto l’elettricista, lavorava ora al distributore
di metano di Ospedalicchio. Era contento del lavoro che stava svolgendo ed aveva un ottimo rapporto con i colleghi. Godeva della piena fiducia della titolare tanto che era autorizzato a riscuotere quanto dovuto da chi faceva rifornimento. Un giovane sveglio, riservato, rispettoso, con garbo e affatto irrequieto. Vicinanza alla famiglia del giovane è stata espressa subito anche dal sindaco Paola Lungarotti: «Sono una madre e mi stringo alla mamma e ai familiari di Samuele costretti a sopportare un dolore troppo forte. La comunità ricorda Samuele come un bravo ragazzo, ho raccolto solo elementi positivi sul suo conto. Bastia è un piccolo centro dove ancora tutti si conoscono e quanto accaduto ha lasciato tutti attoniti».

Massimiliano Camilletti .

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