LA POLEMICA
BASTIA Abbattuta con il martello pneumatico. L’aula consiliare del palazzo comunale non c’è più. È stata rimpiazzata con con uno spazio da riunione aziendale, arredato in stile Ikea. A denunciarlo è il bastiolo Antonio Mencarelli dopo la conclusione del restyling del palazzo comunale avviato nel 2018. Era sabato 13 agosto 1975 quando fu inaugurata la nuova sala consiliare progettata dall’architetto Giancarlo Leoncilli Massi. In quel lontano pomeriggio si tenne anche l’insediamento del nuovo consiglio comunale (salito da venti a trenta rappresentanti), dopo le elezioni del 15-16 giugno. A presiederlo era Ludovico Maschiella, in qualità di consigliere anziano. La sala andava a sostituire un’aula rimasta spoglia e disadorna dai tempi della costruzione del nuovo palazzo municipale avvenuta nel 1964 e aveva una capienza di quasi cento posti dislocati su gradinate. «Mostrava connotati di gusto futurista – ricorda Mencarelli -, con l’abbinamento dei colori rosso delle panchine, grigio della moquette e delle colonne, nero dei banchi e delle vetrate fumée, azzurro della porta d’ingresso e del soffitto a grata. Gli arredi erano in legno laccato ad arte e disegnati con gusto. Ne parlarono in tutti i Comuni vicini perché rappresentava un desiderio di novità che infrangeva gli schematismi del tempo e voleva essere il simbolo della modernità bastiola, proprio come le avanguardie artistiche di cinquant’anni addietro». Oggi quella sala non esiste più.
Massimiliano Camilletti

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