Il grido delle maestranze: «Salviamo la filiera». Presentato un manifesto «Temiamo di essere liquidati senza un valido motivo dalla multinazionale Japan»

CITTÀ DI CASTELLO Quella del tabacco potrebbe diventare una delle vertenze più grandi dell’Umbria con pesanti ricadute economiche e nella tenuta dei livelli occupazionali in Altotevere. «Il rischio è che spariscano decenni di storia di questo territorio e che l’indotto, compreso quello metalmeccanico, subiscano un grave contraccolpo e con esso centinaia e centinaia di famiglie»: lo dicono a più riprese i lavoratori nel corso dell’assemblea, partecipatissima, che si è svolta ieri mattina nella sede della ex-Fat (Tti) a Cerbara di Città di Castello. Maestranze che, durante l’assemblea, hanno presentato un manifesto: «Rischiamo di essere liquidati senza una reale e valida motivazione dalla multinazionale Japan Tobacco Italia. Se chiude la trasformazione salta tutta l’organizzazione. Le promesse a tutela del settore vanno ora concretizzate». La filiera tabacchicola dell’Altotevere conta un’incidenza occupazionale di circa 2 mila 500 persone, ma le recenti dichiarazioni di Jti di spostare dalla prossima campagna produttiva la lavorazione del tabacco greggio nello stabilimento di Bastia Umbra desta forti preoccupazioni, non solo ai circa 300 dipendenti assunti direttamente dalla cooperativa agricola di trasformazione Tti, ma a tutta la filiera che, per un evidente effetto domino, entrerebbe in crisi nella sua interezza. «Tutti noi lavoratori ci siamo sempre distinti per le nostre capacità professionali negli ultimi 10 anni, senza ricevere mai una contestazione e raggiungendo livelli di sostenibilità ambientale e sociale altissimi, tant’è che siamo stati definiti come la ‘vetrina nel mondo’ della multinazionale. Come risultato ad oggi rischiamo di essere liquidati senza una reale e valida motivazione», si legge nel manifesto. Un appello alle istituzioni sollecitate con forza, «affinché si facciano carico di tale situazione e trovino una soluzione per mantenere il processo produttivo nel Tti e di conseguenza preservate tutti posti di lavoro». All’assemblea hanno partecipato anche alcuni sindaci del territorio tra cui quello tifernate Luca Secondi: «Siamo molto preoccupati per il futuro della tabacchicoltura dell’Altotevere e saremo in prima linea al fianco dei lavoratori e delle aziende per difendere la dignità e il futuro delle nostre comunità». Dai primi cittadini è giunto inoltre l’auspicio che «il governo nazionale tuteli gli investimenti delle aziende e la condizione delle famiglie dei lavoratori, prevedendo anche i finanziamenti indispensabili alla tenuta economica del territorio». Cristina Crisci

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