LA DENUNCIA

BASTIA UMBRA Costretta a vedersi revocare la convenzione dopo un provvedimento «che ad oggi non risulta irrevocabile» e forte di una raccolta firme da parte dei residenti che «attenuano fortemente le esigenze sottese al provvedimento adottato» sottolineando come meno anche di questa attività sociali e ricreative importanti.

È la storia del circolo Arci San Bartolo 2010 e della sua titolare, chiuso dalla questura per un mese con notifica datata 27 aprile per via della presenza di droga all’interno della struttura: nei bagni, in cucina e sul tavolino alla preparazione delle ordinazioni . Questo è quanto la questura ha contestato alla titolare.

Un provvedimento di carattere amministrativo che si muove parallelamente a quello penale, ancora ovviamente agli inizi, ma che ha avuto una svolta quantomeno inattesa: quello scorso della revoca da parte del Comune, con una determinata dello due maggio.

La donna si è immediatamente attivata per arginare quantomeno questo provvedimento, e si è affidata all’avvocato perugino Massimo Brazzi per chiedere al Comune che il provvedimento preso venga a sua volta revocato. «La mia assistenza contesta la legittimità della determina in oggetto – fatto osservare al Comune – essendo carenti i presupposti di fatto per addivenire alla revoca della convenzione. Infatti il ​​provvedimento emesso dalla questura di Perugia ad oggi (la mail è dello scorso 16 maggio, ndr) non risulta irrevocabile non essendo decorso il termine nè per il ricorso gerarchico, nè tanto meno per il ricorso al Tar dell’Umbria.

Dalle dichiarazioni degli avventori, una cinquantina circa, si evince come non solo non si sarebbero notate «persone dedite al consumo di stupefacenti» ma anche che il centro «è frequentato anche da minorenni che svolgono attività sportive in totale sicurezza».

Il provvedimento della questura, inoltre secondo l’avvocato Brazzi «prescinde da una responsabilità diretta del titolare dell’esercizio poiché, avendo una vocazione cautelare e preventiva, non contempla implicazioni sanzionatorie nei confronti del predetto titolare».

Ma c’è di più. Dal momento che per uno strano scherzo dei tempi dei provvedimenti, nei giorni scorsi è arrivata la decisione della prefettura di prorogare la chiusura decisa dalla questura per altri tre mesi. Di fatto, dunque, in questo momento la prefettura starebbe impedendo al Comune di Bastia, che considerando la revoca della convenzione è di fatto l’unico soggetto in campo per quanto riguarda la gestione del circolo. Dunque, in questo momento il provvedimento di chiusura del circolo per altri tre mesi rischia di ingolfare anche eventuali nuove possibilità di riapertura del circolo.

Michele Milletti

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