La 44enne resta indagata solo per omissione di soccorso: la stretta al collo del ragazzo è stata legittima difesa

IL DRAMMA
La morte violenta di Samuele De Paoli non fu omicidio. È quanto ritiene la procura di Perugia che con l’avviso di conclusione indagini notificato ad Hudson Pinheiro Reis Duarte, trans di 44 anni nota come Patrizia, le contesta solo l’omissione di soccorso. E non, come ipotizzato inizialmente dal procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini, l’omicidio preterintenzionale, per quella stretta al collo con cui ha sempre detto di difendersi da un’aggressione del 22enne di Bastia, trovato cadavere in un fosso nella zona di Sant’ Andrea delle Fratte il 28 aprile 2021.
LA PROCURA
In una nota firmata dal procuratore capo Raffaele Cantone, infatti, si sottolinea come sia questo il risultato delle indagini svolte insieme alla squadra mobile di Perugia, compreso il sopralluogo in via Filippo Gualtieri, le testimonianze ei vari interrogatori a cui è stata sottoposta Patrizia, che ha sempre sostenuto la difesa legittima e che non è mai stata raggiunta da nessuna misura cautelare. «Soprattutto però scrive Cantone le determinazioni dell’ufficio si sono fondate sull’esito dell’esame autoptico sui successivi approfondimenti richiesti ai consulenti medico-legali». «Pur esprimere nella consapevolezza della tragicità dell’evento e delle più volte condizioni di grave sofferenza per i detti della vittima, l’Ufficio ritiene prosegue la nota che alla luce del quadro probatorio emerso, non possa essere configurata l’originaria ipotizzata fattispecie di omicidio preterintenzionale ma, invece, meno quella grave di omissione di soccorso». La procura cui ora valuterà il giudice per le indagini preliminari è convinta che i «richiamati accertamenti medico-legali hanno consentito di affermare come la morte del giovane sia conseguita ad arresto cardiaco per probabili vagale. La lesione, avente l’effetto letale menzionato, è apparsa correlata a una pressione» che può «determinare il decesso del soggetto che la subisca in occasione di una colluttazione o anche di un gesto del tutto occasionale ma che, per motivi contingenti imprevedibili, venga a incidere funzione sulla celebrale, determinante il rallentamento e l’arresto di quella cardiaca». originaria ipotizzata fattispecie di omicidio preterintenzionale ma, invece, quella meno grave di omissione di soccorso». La procura cui ora valuterà il giudice per le indagini preliminari è convinta che i «richiamati accertamenti medico-legali hanno consentito di affermare come la morte del giovane sia conseguita ad arresto cardiaco per probabili vagale. La lesione, avente l’effetto letale menzionato, è apparsa correlata a una pressione» che può «determinare il decesso del soggetto che la subisca in occasione di una colluttazione o anche di un gesto del tutto occasionale ma che, per motivi contingenti imprevedibili, venga a incidere funzione sulla celebrale, determinante il rallentamento e l’arresto di quella cardiaca». originaria ipotizzata fattispecie di omicidio preterintenzionale ma, invece, quella meno grave di omissione di soccorso». La procura cui ora valuterà il giudice per le indagini preliminari è convinta che i «richiamati accertamenti medico-legali hanno consentito di affermare come la morte del giovane sia conseguita ad arresto cardiaco per probabili vagale. La lesione, avente l’effetto letale menzionato, è apparsa correlata a una pressione» che può «determinare il decesso del soggetto che la subisca in occasione di una colluttazione o anche di un gesto del tutto occasionale ma che, per motivi contingenti imprevedibili, venga a incidere funzione sulla celebrale, determinante il rallentamento e l’arresto di quella cardiaca». La procura cui ora valuterà il giudice per le indagini preliminari è convinta che i «richiamati accertamenti medico-legali hanno consentito di affermare come la morte del giovane sia conseguita ad arresto cardiaco per probabili vagale. La lesione, avente l’effetto letale menzionato, è apparsa correlata a una pressione» che può «determinare il decesso del soggetto che la subisca in occasione di una colluttazione o anche di un gesto del tutto occasionale ma che, per motivi contingenti imprevedibili, venga a incidere funzione sulla celebrale, determinante il rallentamento e l’arresto di quella cardiaca». La procura cui ora valuterà il giudice per le indagini preliminari è convinta che i «richiamati accertamenti medico-legali hanno consentito di affermare come la morte del giovane sia conseguita ad arresto cardiaco per probabili vagale. La lesione, avente l’effetto letale menzionato, è apparsa correlata a una pressione» che può «determinare il decesso del soggetto che la subisca in occasione di una colluttazione o anche di un gesto del tutto occasionale ma che, per motivi contingenti imprevedibili, venga a incidere funzione sulla celebrale, determinante il rallentamento e l’arresto di quella cardiaca».
La procura ribadisce come si sarebbe trattato dell’«epilogo di una colluttazione fra i due, nel corso della quale l’attuale indagato ha riportato varie lesioni, inequivocabilmente emerse dagli esami», che confermerebbero quindi come Patrizia «abbia agito solo a fini difensivi e senza soprattutto poter prevedere l’effetto letale del proprio comportamento».
LA TRANS
Una determinazione che ovviamente porta a due reazioni contrapposte, quella dell’indagata e della famiglia di Samuele. «Prendiamo atto con soddisfazione che la procura ha ritenuto che Patrizia si sia solo difesa e non sia responsabile della morte di Samuele De Paoli, né dolosamente, né colposamente commenta l’avvocato Francesco Gatti, legale della 44enne -. Rimane in piedi l’ipotesi più lieve dell’omissione di soccorso, contro la quale ci difenderemo serenamente nel processo. Altro non posso dire non avendo ancora visto gli atti».
LA FAMIGLIA
Durissima, invece, la reazione della famiglia De Paoli, che attraverso gli avvocati Valter Biscotti e Ilaria Pignattini fa sapere di considerare «inaccettabili le conclusioni a cui perviene l’ufficio del pubblico ministero in cui si chiede l’archiviazione per l’omicidio e ritenendo sussistente solo l’omissione, reato per il quale l’imputato può essere punito anche solo con una multa. La vita di Samuele non può valere solo una multa. L’indignazione della famiglia è indicibile, non ha più alcuna fiducia nella giustizia, per cui noi faremo opposizione alla richiesta di archiviazione, ritenendo erronea la valutazione offerta dal pm nel punto chiave del fatto, cioè la stretta al collo da parte di Pinheiro. Una persona di un metro e 80 per 80 chili che stringe per almeno 10 secondi il collo, una delle parti più fragili del corpo umano, di un’altra persona non può ritenersi una condotta non potenzialmente riconoscibile come lesiva».
Egle Priolo

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