Le proiezioni demografiche dell’Istat prevedono diminuzione e invecchiamento della popolazione

di Paolo Ansideri

Link all’articolo nel sito https://progettobastia.it/2023/05/bastia-2031-quale-citta/

L’articolo è anche pubblicato nel mensile Terre Nostre maggio 2023

Nel terzo numero di Progetto Bastia, tra i vari temi affrontati abbiamo preso in considerazione il problema degli anziani e della disabilità con gli articoli di Nadia Cesaretti (Riflessioni sugli anziani) e Gabriela Stangoni (Il problema delle persone con disabilità nella città in ristrutturazione). Sulla scorta di queste sollecitazioni e a compendio degli argomenti trattati, abbiamo voluto analizzare nel dettaglio le statistiche sulla popolazione residente a Bastia per capire andamento storico e previsioni future.

Lo strumento prezioso di consultazione è il sito Istat https://demo.istat.it/ , tramite cui è possibile estrapolare dati e quindi produrre ulteriori analisi.

Lo scenario che abbiamo preso in esame va dal 2001 al 2031 consentendo quindi considerazioni storiche e proiezioni future.
I dati storici mostrano che da inizio 2001 a fine 2012 la città di Bastia, passata da 18.400 abitanti a 21.923, ha visto un incremento della popolazione di circa il 20% (3.574), con saldi positivi per nati/morti (+404), per iscrizioni/cancellazioni da altri comuni (+1.408) e per iscrizioni/cancellazioni dall’estero (+1.711).
Nel periodo 2013-2018 inizia un’inversione di tendenza su tutti gli indicatori. La popolazione passa da 21.923 a 21.480 (- 443; -2,02%) ed i saldi sono tutti negativi per nati/morti (-68), iscrizioni/cancellazioni da altri comuni (-200) e per iscrizioni/cancellazioni dall’estero (-175).

Dal 2019 al 2022 (dati provvisori) continua il trend negativo. La popolazione passa da 21.480 a 21.199 (- 281; -1,31%) ed i saldi sono negativi per nati/morti (-88; da febbraio 2020 a dicembre 2022, 59 morti per Covid), e positivi per iscrizioni/cancellazioni in generale.

Dalle Statistiche Sperimentali Istat sulla popolazione comunale si possono rielaborare le seguenti proiezioni per il decennio 2021-2031.
La popolazione complessiva diminuirà da 21.739 a 20.789 (- 590; -2,76%).
In questo contesto nel 2031 l’età media passerà da 45 a 48 anni e nello specifico le classi di età subiranno questa variazione: da zero a 19 anni diminuzione del 18% (4.053/3.289), da 20 a 29 aumento del 9% (2.020/2.217), da 30 a 54 anni diminuzione del 20%° (7.607/6.060) e da 55 a oltre 95 aumento del 19% (7.699/9.193). Quest’ultima classe rappresenta il 44% della popolazione totale contro il 36% del 2021.

Se si allarga lo sguardo oltre i confini comunali ai comuni con oltre 15.000 abitanti limitrofi a Bastia, si assiste più o meno allo stesso fenomeno:
l’età media dal 2021 al 2031 passerà ad Assisi e Perugia da 47 a 49 anni ed a Foligno da 47 a 50, e tralasciando le classi di età inferiori, l’ultima, da 55 e oltre, rappresenterà nel 2031, per il comune di Assisi il 46% contro il 39% del 2021, per Perugia il 37% contro il 31% e per Foligno il 46% contro il 40%.
Questa visione in cui le problematiche locali si raccordano con quelle di un’area vasta lasciando emergere una specificità storica extra-cittadina dei fenomeni, non può non indurre ad una serie di considerazioni ed interrogativi che il decisore politico deve fatalmente affrontare.

Ed il primo tema è di immediata attualità: con l’imminente adozione del nuovo Piano Regolatore ci si accinge a scelte strategiche che determineranno l’assetto socio-economico della città nei prossimi decenni.

Non è questa la sede per affrontare l’argomento, ma certamente i dati trattati in questo articolo suggeriscono che la generalizzata contrazione e invecchiamento della popolazione deve, ad esempio, indurre le amministrazioni a ripensare le politiche localistiche per iniziare a progettare servizi ed opere di area vasta, dato che la contrazione ha come immediata conseguenza anche la contrazione delle entrate fiscali e in parallelo l’incremento della richiesta di servizi per le persone non più in età lavorativa come indicato da Nadia Cesaretti nel suo articolo (soluzioni abitative ed assistenziali).

In questa prospettiva ci si dovrà prima o poi chiedere ad esempio se abbia ancora senso l’ubicazione di una Casa di Riposo nel pieno centro storico di Assisi (Andrea Rossi) o se abbia un senso l’idea di un centro polifunzionale nell’ex Clinica Pelliccioli che comprende uno spazio di coworking, una casa delle associazioni ed un centro diurno per anziani.


Le dinamiche di cui si tratta in questo articolo sono state prese in considerazione nelle scelte di investimenti in un settore così delicato che in realtà va a toccare nodi e valori portanti della stessa relazione sociale, della convivenza di comunità?
Certo è che il tema dell’inclusione sociale in senso molto lato, della necessità di una crescita collettiva nella direzione di un pieno riconoscimento della “responsabilità sociale” di cui parla Gabriela Stangoni e aggiungerei dell’opportunità di sviluppo della cultura corrente attingendo da enclave troppo a lungo separate dalla cultura “pubblica”, dalla cultura “manifesta”, non è stato evidenziato come uno di quelli centrali nella progettazione delle opere pubbliche 2023-2025 o nell’idea stessa della città futura.
Vedremo cosa è stato pensato a proposito nel nuovo PRG.

Nessuna opera pubblica è di per sé un mero manufatto, nessuna attività amministrativa è una semplice attività di gestione ordinaria, ogni azione di chi governa pesa sul corpo sociale determinandone la forma, lo stato, non si tratta di includere, ma di liberare risorse collettive lasciate ai margini della scena illuminata: gli anziani, le persone con disabilità, le comunità non italofone o semplicemente le comunità provenienti da altre regioni del territorio nazionale.

Parafrasando la chiusa di Nadia Cesaretti direi: “Cosa progetta Bastia non solo per gli anziani, ma per tutto questo?”

Recapiti

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