Bastia, tutto ripeso con i telefonini «È stato un regolamento di conti»

Denunciati un ragazzino e la famiglia «Hanno minacciato di morte la vittima»

LA STORIA
BASTIA Un’accetta, una lite tra ragazzi e un sedicenne che finisce in ospedale con una ferita in testa e una prognosi di trenta giorni. Con la violenza ripresa da un video diventato virale tra i giovani bastioli e due denunce presentate alla procura dei minori e a quella della Repubblica, perché in mezzo si sono messe pure le minacce di morte tra le famiglie. Perché quello che sembrava un tranquillo pomeriggio, mercoledì si è trasformato in una scena di estrema violenza nei pressi della stazione ferroviaria. Lungo la strada che costeggia i binari, è esplosa una rissa che ha coinvolto diversi giovani, culminando nel ferimento di un ragazzo con un’accetta. Una persona, seduta in auto, ha assistito alla scena filmando tutto con il proprio smartphone.
Nel video si vedono due ragazzi a bordo di uno scooter che tentano di allontanarsi, ma vengono circondati e bloccati da un gruppo di coetanei più numeroso. Nella concitazione del momento, un ragazzo ha estratto un’accetta, colpendo con un fendente uno dei giovani sul motociclo.L’arma si è abbattuta direttamente sulla testa di uno dei due, con l’impatto attutito dal casco.
Quando i due giovani sullo scooter sono riusciti a divincolarsi un ragazzo ha scagliato l’accetta contro lo scooter in fuga. L’arma è finita a terra sull’asfalto a pochi metri dal veicolo, mentre i due ragazzi sono riusciti ad allontanarsi lungo il viale della stazione. Ma pare che il ferimento più grave possa essere avvenuto prima, non ripreso dal cellulare, nel marasma in cui non è chiaro chi abbia colpito chi, ma è certo che un 16enne (italiano di seconda generazione) è finito in ospedale, da cui è stato dimesso solo ieri, con una possibile infrazione delle ossa craniche e continui mal di testa. Mentre la sua famiglia (assistita dall’avvocato Saschia Soli) ha denunciato un coetaneo albanese e anche i suoi genitori, che lo avrebbero – secondo le accuse consegnate alla polizia – minacciato di morte: «Preparate i fiori per la sua tomba», avrebbero detto. Tutto nascerebbe da un’altra rissa, avvenuta tempo fa, per cui i due protagonisti erano finiti davanti al giudice proprio la settimana prima. Una rissa conclusa con il giovane finito in ospedale che se l’è cavata con una messa alla prova, mentre il giovane albanese è stato rinviato a giudizio. Una vecchia acredine insomma che avrebbe scatenato quello che per alcuni testimoni è stato un «regolamento di conti», con il presunto aggressore che sarebbe arrivato armato sapendo di incontrare il rivale. Una ricostruzione, questa, che ovviamente andrà provata e confermata dalle indagini della polizia, al lavoro con gli uomini del commissariato di Assisi, agli ordini di Francesca Di Luca. Perché secondo chi era presente il 16enne all’inizio stava discutendo con un terzo coetaneo, un confronto più che una lite, quando sarebbe arrivato il giovane già armato di accetta che lo ha colpito in testa. È stato ferito – nel tentativo di difenderlo – anche un amico, preso dal manico della stessa accetta, in istanti di violenza ed estrema concitazione. A cui adesso la polizia dovrà dare un senso.
Massimiliano Camilletti
Egle Priolo

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