Individuati i responsabili della rissa nella zona della stazione di Bastia
Frase choc alla donna: “Prepara i fiori che ti ammazzano il figlio”

Il sindaco Pecci “Fatto serio da affrontare con attenzione e responsabilità”

di Gabriele Burini e Flavia Pagliochini


BASTIA UMBRA “Prepara i fiori bianchi per la bara che ti ammazzano il figlio”. Sarebbe questa la frase choc che la famiglia del 16enne che mercoledì ha aggredito a colpi di accetta un coetaneo a Bastia Umbra avrebbe rivolto alla mamma del giovane rimasto ferito. La dichiarazione, denunciata dall’avvocato della vittima Saschia Soli alla Procura dei minori, lascia presagire quali fossero le reali intenzioni del ragazzo, che ha agito assieme ad almeno un’altra persona. Sì, perché la polizia di Stato ha denunciato quattro giovani – tre minorenni italiani di seconda generazione e un maggiorenne – per rissa aggravata, avvenuta nel primo pomeriggio di mercoledì nella zona della stazione. Gli agenti del commissariato di Assisi, guidati dal primo dirigente Francesca Di Luca, sono arrivati nel giro di qualche minuto nella zona dell’aggressione, senza trovare i protagonisti. Troppo gravi infatti le ferite riportate da alcuni di loro che, in pochi attimi, hanno raggiunto il pronto soccorso. Il giovane aggredito, che ha avuto la peggio, è stato dimesso venerdì con una prognosi di 30 giorni, 5 punti di sutura in fronte, una probabile infrazione alle ossa del cranio che sarà valutata nei prossimi giorni e un forte mal di testa. Un altro ragazzo è stato giudicato guaribile in 21 giorni mentre gli ultimi due se la sono cavata con 5 e 4 giorni di prognosi.Ed è proprio in ospedale che i poliziotti hanno identificato alcuni dei giovani coinvolti nell’episodio, che hanno confermato il loro coinvolgimento. Preziosa, in tal senso, anche la presenza di un testimone, che ha riferito agli agenti come due giovani fossero stati colpiti con un’arma simile a un’accetta, ritrovata nelle ore successive anche grazie all’aiuto degli agenti della polizia locale. Così come preziosa si è rivelata la presenza delle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso l’episodio e di un video che, a quanto si apprende, sarebbe stato fatto proprio dal testimone. Cosa abbia scaturito un gesto così violento è ancora al vaglio degli inquirenti. L’ipotesi più probabile è che il diverbio sia partito da un attrito che i due 16enni si portavano avanti da tempo, probabilmente una discussione nata da una ragazzina e che, ad agosto, era sfociata in una maxi rissa in una discoteca di Bastia Umbra, finita con 12 persone denunciate, di cui sei minori tra i 16 e i 17 anni. Due dei ragazzi coinvolti nella rissa di mercoledì – l’aggressore e l’aggredito – erano finiti a inizio gennaio anche davanti al giudice. L’aggredito aveva chiesto e ottenuto di definire il procedimento con una messa alla prova, mentre l’aggressore era stato rinviato a giudizio.“Il ragazzo, oltre al dolore, ha tanta paura non solo per quello che ha subìto, ma anche per l’attacco dei familiari dell’aggressore, che hanno detto alla madre che lo ammazzeranno. E’ terrorizzato per questo”, dichiara l’avvocato del 16enne, Saschia Soli. “Desidero esprimere, a nome mio e dell’amministrazione comunale, la più sincera vicinanza al giovane e alla sua famiglia, con l’augurio di una pronta guarigione -sono invece le parole del sindaco Erigo Pecci – Si tratta di un fatto serio, che va affrontato con attenzione e responsabilità. Le forze dell’ordine e la Procura stanno lavorando per ricostruire l’accaduto e accertare le responsabilità. È importante evitare letture affrettate o allarmistiche: Bastia Umbra resta una città sicura e unita, e un singolo episodio non può definirne l’identità. A fianco della necessaria azione repressiva, deve essere anche svolto un lavoro preciso dal punto di vista educativo e sociale. A questo proposito, da alcuni mesi, in sinergia con Rfi si sta lavorando al recupero e alla ristrutturazione della stazione, con l’obiettivo di restituire in forma rinnovata questi luoghi alla città. Domani abbiamo in programma un incontro con i responsabili di Rfi per studiare insieme un progetto sociale e ricreativo che dia nuova vita ai locali della stazione. È un lavoro avviato da tempo, che intendiamo portare a termine nel più breve tempo possibile. Continueremo a lavorare su più livelli, rafforzando l’attenzione sulle aree sensibili e coinvolgendo scuole, famiglie e realtà del territorio”.

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