Ricorso vinto da una cittadina difesa dall’avvocato bastiolo Gian Marco Abeltino

di Flavia Pagliochini
BASTIA UMBRA C’è ancora l’avvocato bastiolo Gian Marco Abeltino dietro alla sentenza n. 43/2026, pubblicata a inizio febbraio, con cui il giudice di pace di Rimini ha accolto il ricorso di una automobilista marchigiana disponendo l’annullamento di un pesante verbale per eccesso di velocità con tanto di decurtazione di 3 punti dalla patente elevato mediante il nuovo sistema di rilevazione della velocità Tutor 3.0 di recente installato su gran parte delle autostrade italiane. A seguito di un copioso scambio di note tra la difesa della automobilista che sosteneva l’illegittimità del verbale per assenza di omologazione del Tutor 3.0 e la difesa della prefettura resistente che ribadiva la legittimità dell’accertamento effettuato con strumentazione soltanto approvata, a prevalere è stata la tesi sostenuta dal legale umbro. “Le definizioni di approvazione e omologazione – scrive il giudice di pace – sottintendono due procedure distinte. L’omologazione garantisce una verifica tecnica approfondita, l’approvazione si risolve in una verifica più elastica il cui esito non può essere ritenuto affidabile quanto quello della procedura di omologazione. Non sussiste legge che contrasti con pari forza l’articolo 142 del codice della strada e la ragione della richiesta omologazione risiede nella necessità di una accurata verifica tecnica della funzionalità del prototipo”. Abeltino ha dichiarato: “Vorrei fare chiarezza perché non si tratta di mettere in dubbio l’importanza degli autovelox ai fini della garanzia del rispetto dei limiti di velocità e soprattutto della sicurezza stradale, ma occorre garantire il rispetto della legge. Se l’articolo 142 del codice della strada considera fonti di prova soltanto le risultanze di apparecchiature omologate distinguendo nettamente approvazione e omologazione, non vedo perché ci si ostini a sostenere che le due procedure
siano identiche”. Anche per questo il ministro Matteo Salvini sta da tempo spingendo sull’acceleratore per risolvere questo spinoso problema dell’assenza di omologazione che riguarda quasi tutti gli autovelox italiani: a inizio febbraio il ministero dei trasporti ha inviato a Bruxelles lo schema di decreto che omologa automaticamente – previo ‘bollino’ che certifichi la compatibilità con le norme europee – quindici modelli di autovelox. “Un intervento assolutamente necessario – conclude Abeltino – non solo per ristabilire la certezza del diritto evitando allo stesso tempo valanghe di ricorsi e inutili contrasti giurisprudenziali di merito ma anche e soprattutto perché l’autovelox tornerebbe ad essere visto dall’utente della strada esclusivamente come uno strumento atto a garantire il rispetto dei limiti di velocità, e non più come un odioso mezzo utile soltanto a fare cassa”.

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