Le minoranze escono dall’aula al momento del voto e la maggioranza attacca

BASTIA UMBRA “Al momento della discussione dell’ennesimo ordine del giorno sulla situazione israelopalestinese” (virgolettato del comunicato) i consiglieri di centrodestra, nella seduta di martedì del consiglio comunale hanno deciso di abbandonare l’assise in segno di protesta. Non un atto “di mera contrapposizione politica o di sostegno implicito allo stato di Israele, o di sionismo”, dicono gli esponenti di minoranza, ma la coalizione progressista non ci sta: “Le istituzioni meritano rispetto, anche quando il confronto diventa scomodo. Quanto accaduto rappresenta, per noi, l’ennesima mancanza di rispetto e responsabilità nei confronti della città. Un comportamento che vale più di mille parole”,l’ira della maggioranza. In una nota la minoranza di centrodestra spiega che “Da inizio legislatura è il terzo, se non il quarto atto che riguarda il popolo di Palestina: sappiamo già che lo stesso non avrà nessuna ripercussione pratica. Riteniamo giusto che di fronte a temi così sensibili e cruciali, seppur esulanti dall’ambito dell’azione amministrativa, un organo importante come il consiglio comunale si dimostri presente e possa esprimersi, in un giusto e corretto processo dialettico, ma l’accanimento su tale tema comincia ad essere un’azione pleonastica. Ma – sottolineano i consiglieri di opposizione -noi siamo i rappresentanti dei nostri cittadini, eletti, delegati a decidere sulle questioni che attengono il nostro Comune, ed è su questo campo che siamo chiamati ad operare e ad impegnarci, con spirito di lealtà ed onestà, e con competenza”. Dura come detto la replica del centrosinistra: “Il consiglio comunale non è un luogo da frequentare soltanto quando il dibattito è di proprio gradimento. Si può dissentire,
votare contro, contestare duramente le scelte della maggioranza. Ma il confronto democratico dovrebbe trovare proprio nell’aula consiliare il suo luogo naturale”. Per la coalizione Civico Progressista, quanto accaduto rappresenta un episodio sul quale è necessario richiamare l’attenzione della cittadinanza, affinché ciascuno possa conoscere e valutare il comportamento dei propri rappresentanti nelle sedi istituzionali. Le divergenze si affrontano discutendo, non sottraendosi al dibattito”.
F.P.

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