BASTIA UMBRA – Macchina organizzativa a pieno regime per l’edizione numero 57 di Agriumbria, momento unico di confronto e scambio tra gli attori della filiera agricoltura, zootecnia e alimentazione. Anche in questa edizione Agriumbria registra un numero di oltre 450 espositori diretti e almeno 150 aziende che, pur avendo presentato domanda di partecipazione, non possono essere accolti per la solita questione della mancanza di spazio, anche a fronte dei 20.000 metri quadrati che sono stati aggiunti nelle due passate edizioni. Ma le questioni legate agli spazi e al tipo di strutture si intrecciano e trovano risposte con il recente evento, tenutosi il 26 gennaio 2026, dove la governance della struttura fieristica, davanti a istituzioni, mondo dell’imprenditoria e associazioni di categoria, ha presentato la nuova fase di Umbria Fiere. Una fase che porterà in dotazione una nuova visione strategica, oltre che nuove strutture e funzioni. «Il nuovo padiglione permanente sarà uno spazio flessibile, destinato a risolvere definitivamente il problema delle strutture temporanee durante eventi come Agriumbria e ad ampliare la capacità di attrazione del centro durante tutto l’anno – così Antonio Forini, presidente di Umbria Fiere Spa -. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare Umbria Fiere da semplice sede di eventi a ecosistema territoriale dinamico, capace di sostenere nuovi format e nuove collaborazioni». Agriumbria 2026 si svolgerà dal 27 al 29 marzo 2026, per un’edizione che farà anche da «ponte» tra la storica struttura e la nuova in fase di realizzazione. In questo 2026 si svilupperà su una superficie complessiva di 85.000 metri quadrati, 457 gli espositori accettati, i capi zootecnici presenti saranno oltre 600, 90 le unità di personale temporaneo impegnato. Lo scorso anno i visitatori furono quasi 90.000.
Maurizio Baglioni
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