Arrestato latitante grazie all’ufficio Sdi della procura generale di Perugia
Il 39enne albanese tradito dal suo negozio Ora dovrà scontare quasi 6 anni di carcere
VENDEVA COCAINA A 80 EURO A DOSE NELL’INDAGINE COINVOLTI SEDICI CLIENTI E SUO FRATELLO
L’OPERAZIONE
BASTIA UMBRA È stato tradito dall’impresa che aveva avviato a Tirana mentre era latitante, nel tentativo di ricostruirsi una vita lontano dall’Italia e sottrarsi alla giustizia. Un 39enne albanese, coinvolto insieme al fratello in un’attività di spaccio di droga nella zona di Bastia Umbra tra il 2011 e il 2013, è stato individuato e arrestato proprio grazie a quell’iniziativa imprenditoriale rivelatasi decisiva per interrompere la sua fuga. L’uomo era destinatario di un mandato di arresto emesso dalla Procura generale di Perugia, diretta da Sergio Sottani, e diffuso attraverso i canali di cooperazione internazionale di polizia. Su di lui gravava una condanna definitiva a cinque anni e undici mesi di reclusione per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Al termine di una lunga e articolata attività investigativa, è stato localizzato e fermato a Tirana, dove si trova ora in attesa di estradizione in Italia, secondo le procedure previste dagli accordi tra i due Paesi. Le indagini hanno ricostruito come il 39enne, insieme al fratello, fosse protagonista di un’intensa attività di spaccio nella piazza di Bastia Umbra, per anni punto di riferimento per numerosi acquirenti. Le cessioni riguardavano dosi di circa un grammo di cocaina, vendute al prezzo di 80 euro ciascuna, per un totale di almeno sedici clienti, tutti di nazionalità italiana. Divenuto irreperibile dal maggio 2025, l’uomo aveva lasciato l’Italia rifugiandosi in Albania, dove aveva avviato un’attività di import-export e vendita all’ingrosso e al dettaglio di prodotti zootecnici, agricoli, industriali e alimentari, oltre a bevande alcoliche e analcoliche. Un’iniziativa che, anziché garantirgli l’anonimato, ha attirato l’attenzione degli inquirenti, permettendo di accertare la sua presenza stabile nel Paese e di ricostruirne i movimenti. Fondamentale, nell’operazione che ha portato all’arresto, è stato il lavoro dell’ufficio composto da personale della polizia penitenziaria specializzato nel rintraccio dei latitanti all’estero. Grazie a indagini meticolose e a un’attività incrociata svolta in collaborazione con il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia e le autorità albanesi, è stato possibile risalire all’identità e alla posizione del ricercato, superando le difficoltà legate alla sua lunga permanenza fuori dai confini nazionali. Si tratta del primo arresto dell’anno messo a segno da questo ufficio, un risultato che conferma l’efficacia dell’attività investigativa condotta anche oltre i confini nazionali e il valore della cooperazione tra le forze di polizia dei Paesi coinvolti. Il fratello del 39enne, ritenuto suo complice nella gestione dello spaccio a Bastia Umbra, era già stato arrestato lo scorso anno, il 12 maggio, a Santa Maria degli Angeli, e condotto nel carcere di Capanne con le stesse accuse. Con l’arresto avvenuto a Tirana si chiude così un capitolo rilevante di una vicenda giudiziaria che affonda le radici in fatti di oltre dieci anni fa, ma che continua a produrre effetti sul piano penale e sul fronte della sicurezza del territorio.
Massimiliano Camilletti
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