IL CASO

BASTIA È iniziata come una mattina qualunque all’isola ecologica. Auto in fila per conferire rifiuti, operatori impegnati a indirizzare gli utenti verso i vari cassoni e il consueto via vai di chi approfitta delle prime ore della giornata per liberarsi di sfalci e potature. Tra le persone arrivate ieri mattina c’era anche un uomo che ha scaricato alcune potature nell’apposito contenitore. Un gesto apparentemente normale che non ha destato sospetti. Terminato il conferimento, è risalito sul proprio mezzo e si è allontanato senza lasciare immaginare ciò che aveva appena abbandonato. La scoperta è avvenuta poco dopo. Durante le operazioni di sistemazione del materiale all’interno del cassone, gli addetti hanno notato alcuni involucri di carta di giornale mescolati alle potature. Un dettaglio insolito che ha attirato la loro attenzione. Quando hanno aperto quei pacchi, la scena che si è presentata davanti ai loro occhi li ha lasciati senza parole. All’interno erano state avvolte tre galline. Due erano già morte. La terza era ancora viva, ma in condizioni evidenti di sofferenza. Per qualche istante nell’area è calato il silenzio. Ora potrebbero essere le telecamere di videosorveglianza dell’impianto a fornire una risposta. Tra gli operatori, però, il ritrovamento ha riportato alla memoria anche un altro episodio che aveva suscitato sconcerto. Tempo fa un uomo si presentò all’isola ecologica con un cane morto chiuso all’interno di una busta, chiedendo in quale cassone potesse gettarlo.

Massimiliano Camilletti

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