Dopo le molotov tocca alle edicole votive  Danneggiati gli «altari» che custodiscono immagini della Madonna  SI ALLARGA il fronte delle indagini sulle «molotov» lanciate, ormai una settimana fa, nell’area retrostante la chiesa parrocchiale. Sarebbero state colpite, infatti, anche alcune «edicole votive» che custodiscono le immagini della Madonna. I carabinieri, intanto, lunedì sera, sono tornati sul posto per ulteriori accertamenti. Con l’ausilio di una scala dei vigili del fuoco, militari e pompieri hanno ispezionato la vetrata alla sinistra dell’abside per verificare possibili danni. Sembra sia stato scoperto un piccolo foro tra i vetri cromatici attribuibile più a un sasso che non alle bottiglie incendiarie. Va ricordato che le otto molotov sono state lanciate nella notte di mercoledì scorso dal piazzale del parcheggio della farmacia Angelini, un’area aperta al transito.
GLI AUTORI dell’inquietante gesto (sembra certo che si tratti di più di una persona) hanno potuto agire indisturbati in piena notte, ma hanno dovuto effettuare lanci piuttosto lunghi per indirizzare le bottiglie di benzina al di là del muro perimetrale, alto più di 4 metri. Le schegge di vetro si sono sparse per una vasta area, anche sul giardino di ‘Casa Chiara’, l’associazione cattolica che in un primo momento era sembrato il bersaglio più probabile. Gli interrogatori, la totale mancanza di minacce e di motivi plausibili fanno ritenere, invece, che non era ‘Casa Chiara’ nel mirino dei «bombaroli».
ALCUNE SEGNALAZIONI, pervenute nelle ultime ore, hanno attirato l’attenzione degli investigatori su alcune ‘edicole votive’, in particolare quelle dedicate alla Madonna in diverse zone della città, che sarebbero state oggetto di azioni vandaliche. Piccoli ma evidenti danni che non si possono attribuire né all’incuria, né alla casualità. Allora, si apre un nuovo filone di indagine per verificare se si tratta di teppismo di bulli o di atti comunque vandalici, ma ispirati da motivazioni di carattere religioso.
UN’IPOTESI del tutto nuova che non ha precedenti significativi nel Comune di Bastia. Nonostante il silenzio che sulla vicenda mantengono sia i sacerdoti che gli operatori laici, nella comunità cattolica si stanno vivendo ore di autentica preoccupazione. L’auspicio di tutti è che al più presto si possa dare un volto e un nome ai responsabili.
m.s.

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