I picchiatori delle commesse agli agenti:  «VI STAVAMO aspettando». Queste le prime parole che sono riusciti a dire Giuseppe Moro (30 anni) e Simon Surano (32) agli agenti dell’Antirapine che sono andati a svegliarli martedì all’alba per arrestarli. I due, ritenuti responsabili del colpo da 250mila euro alla «Clessidra» di Bastia Umbra nel mese di marzo e di un’altro tentativo di rapina a una gioielleria di Pierantonio nel maggio scorso, sono stati presi a Brindisi, nelle loro case.QUELLA di Pierantonio, in cui una commessa venne colpita con violenza al volto (foto a destra) e un’altra venne strattonata per i capelli da apparentemente normali clienti, finì addirittura su You Tube. Lo schiaffone sferrato da Eros Rossi (24), ripreso dalle telecamere a circuito chiuso del negozio di preziosi, è uno dei documenti agli atti dell’inchiesta che prova la «violenza inaudita» della gang che non usava armi ma soltanto le mani per picchiare. Secondo la polizia i membri della banda cambiavano di volta in volta. Il ‘collante’ del gruppo — in tutto sono state arrestate sei persone — secondo la polizia era Antonio Di Lena (23). Insieme a lui nell’altro presunto tentativo di rapina a Ellera di Corciano nel negozio di «Sonia Galassi» del 20 ottobre c’erano Vincenzo Del Zotti (39) e Nicola Battisti (28), tutti originari di Brindisi. Moro e Surano sono stati bloccati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Marina De Robertis, su richiesta dei pubblici ministeri Antonella Duchini e Giuseppe Petrazzini.IN PARTICOLARE Surano deve rispondere della rapina di Bastia, nella quale il titolare della gioielleria venne violentemente malmenato e riportò lesioni giudicate guaribili in 90 giorni. Moro invece avrebbe partecipato al tentativo di rapina compiuto a Pierantonio: quel colpo, però, non fu portato a termine grazie all’intervento di un dipendente.GLI INVESTIGATORI, in una conferenza stampa alla quale ha partecipato, fra gli altri, il vicecapo della squadra mobile e dirigente dello Sco Gianluigi Manganelli, hanno spiegato che la banda è stata completamente disarticolata. Da tempo gli inquirenti erano sulle tracce degli ultimi complici. Ora i banditi sono tutti dietro le sbarre.
 
 
 
di ENZO BERETTA

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