S&R di Bastia Umbra tra le realtà più dinamiche del comparto che vale oltre seicento milioni di euro e rafforza il peso nell’export regionale. L’azienda ha chiuso lo scorso esercizio con circa 28 milioni di fatturato

L’AD MAURO DIONIGI: «PUNTIAMO SULLA QUALITÀ DEL PORTAFOGLIO E SU PRODOTTI DI PROPRIETÀ»

IL MODELLO

In Umbria l’industria chimica e farmaceutica supera i 600 milioni di euro di fatturato e conta circa cento unità locali, con un peso crescente anche sull’export. In tale spazio si muove anche S&R Farmaceutici, Spa nata a Bastia Umbra nel 2015 da una famiglia di imprenditori con lunga esperienza, già attiva con Isa nel panorama manifatturiero umbro. Specializzata nella commercializzazione di farmaci e nello sviluppo di dispositivi medici e nutraceutici, la società oggi conta poco meno di 100 dipendenti e si conferma tra le prime 60 società italiane del comparto per fatturato. Per l’azienda, che fa riferimento alla holding S&R Investment di Silvia e Romolo Rossi, il 2025 si è chiuso con un fatturato di circa 28 milioni di euro, con una crescita stimata tra il 18 e il 20%. «Abbiamo scelto una strategia che punta a rafforzare il portfolio puntando sempre più su farmaci di proprietà e non in concessione», spiega l’ad Mauro Dionigi. «Questo significa meno fatturato nominale, ma maggiore marginalità e sostenibilità industriale». Una scelta che sta rafforzando la struttura aziendale e consolidando il posizionamento nelle aree terapeutiche della ginecologia e dell’urologia, con aperture anche verso endocrinologia, nefrologia e medicina generale. S&R Farmaceutici oggi è titolare di 24 licenze Aic (autorizzazione Aifa), due dispositivi medici e numerosi integratori dei quali presidia l’intera filiera, dall’ideazione alla formulazione fino alla realizzazione e l’immissione in commercio. La produzione è affidata ad aziende esterne specializzate, mentre la logistica è gestita internamente da Bastia Umbra, tramite un magazzino termoassistito di 2.500 mq. «Controllare la filiera significa garantire standard elevati di sicurezza, qualità ed efficienza – aggiunge Dionigi – e ci permette di offrire tempestività e affidabilità a medici e distributori». Accanto ai farmaci l’azienda ha sviluppato una gamma di integratori che sostiene la crescita internazionale. «La commercializzazione dei farmaci, infatti, è limitata al mercato nazionale, mentre sui nutraceutici possiamo operare con maggiore flessibilità», rileva Dionigi. A trainare l’espansione internazionale è un integratore dedicato all’infertilità di coppia (Genante), pluripremiato a livello europeo, diventato il principale driver dell’export con oltre 200mila confezioni annue vendute. Un altro prodotto che nasce dalla ricerca interna è dedicato al trattamento delle infezioni urinarie (Uroial plus), che conferma un trend di crescita continua. Sostenuta da tali prodotti, la presenza estera oggi interessa 22 Paesi tra Mediterraneo, Est Europa e area del Golfo. «Il nostro approccio commerciale è fortemente legato all’informazione medico-scientifica», osserva Dionigi. «Vogliamo essere un partner affidabile per lo specialista, investendo continuamente in aggiornamento e formazione». La ricerca è infatti un punto fermo degli investimenti e un asset fondamentale per sostenere lo sviluppo di prodotti e tecnologie. Nel 2025, è stato lanciato un nuovo integratore per il trattamento del dolore cronico (Aliamed), sempre frutto della ricerca interna, che impiega una tecnologia liposomiale a base di Pea (molecola ad azione analgesica naturale), tra le prime applicazioni in Italia. «Trasformare la ricerca in soluzioni innovative e concrete per il medico e per il paziente è la nostra priorità – aggiunge Dionigi – e investiamo sui prodotti per garantire efficacia, sicurezza e qualità». Di recente l’azienda ha anche sviluppato una formulazione biotica dedicata al microbioma femminile, rafforzando l’approccio integrato al benessere uro-ginecologico. «Nel 2026 il listino sarà ulteriormente ampliato con un nuovo farmaco per il trattamento della vescica iperattiva», anticipa Dionigi. La ricerca resta così un elemento centrale della crescita aziendale, grazie anche alla collaborazione coi principali atenei e centri di ricerca nazionali. «La crescita sostenibile si costruisce attraverso investimenti continui in competenze e innovazione», conclude Dionigi. Un modello che lega sviluppo industriale, qualità terapeutica e visione di lungo periodo.
Fabio Nucci

A Ospedalicchio un polo tutto nuovo per uno sviluppo radicato nel territorio

INVESTIMENTO DA 15-20 MILIONI CHE AFFIANCA LA RIQUALIFICAZIONE DI AREE INDUSTRIALI ANCHE NEL MANTOVANO

IL PROGETTO Il nuovo baricentro industriale del gruppo prenderà forma a Ospedalicchio, dove S&R Investment sta concentrando l’investimento più rilevante della sua recente storia e dove sorgerà la nuova sede della holding e di S&R Farmaceutici. Il progetto punta a integrare infrastruttura, innovazione e qualità del lavoro, un passaggio chiave per l’azienda. L’atto d’acquisto dell’area, circa otto ettari fronte superstrada, è previsto entro la prossima primavera, chiudendo un iter avviato nel 2019. Il complesso si estenderà su circa 25mila metri quadrati: 6mila destinati alla sede direzionale di S&R Farmaceutici, il resto a un magazzino termoassistito di nuova generazione. «Vorremmo che questa sede diventi un luogo dove impresa, ricerca e qualità della vita convivano – spiega Mauro Dionigi – perché oggi la competitività passa anche dalla capacità di attrarre persone e competenze in un ambiente moderno e funzionale». Gli spazi dedicati alla farmaceutica includeranno uffici, un auditorium da 400 posti per attività formative e divulgative, laboratori R&S e uno spazio audiovisivo dove sarà raccontata la storia aziendale e l’origine botanica dei nutraceutici. Un polo logistico dagli standard elevati che in parte sarà concesso a operatori esterni (la proprietà resterà alla holding). L’intervento, curato dall’architetto Fabrizio Milesi, affianca funzione industriale e welfare aziendale. Sono previste aree verdi integrate, spazi conviviali, palestra, piscina e un kinder center per i figli dei collaboratori. Accanto sorgerà anche una country house, oggetto di recupero conservativo, con ristorazione e biblioteca. Centrale anche il profilo energetico: «L’intero complesso – spiega Dionigi – sarà alimentato da un impianto fotovoltaico da circa 2 megawatt che renderà la struttura autonoma, con sistemi di recupero delle acque e domotica a basso consumo». Parte dell’energia prodotta, inoltre, sosterrà un’iniziativa sociale concordata con il Comune di Bastia Umbra, destinando risorse alle famiglie meno abbienti. «È un investimento che guarda al lungo periodo – aggiunge Dionigi – perché il patrimonio immobiliare non è solo un asset, ma una leva strategica per sostenere crescita, sostenibilità e rapporto con il territorio». L’investimento complessivo, stimato in 20 milioni di euro, prevede l’avvio dei lavori tra marzo e aprile 2027 e il completamento a inizio 2029. Il progetto riflette la visione industriale della holding, motore patrimoniale del gruppo. Tra il 2024 e il 2025 sono stati investiti oltre 5,5 milioni di euro nella riqualificazione di compendi tra Bastia Umbra e il mantovano. «Lo consideriamo un atto dovuto – spiega Dionigi – in memoria del fondatore della Isa Spa, Francesco Rossi. Riqualificare significa restituire valore a spazi produttivi e creare condizioni favorevoli per le imprese». In Umbria la holding gestisce un’area di circa 200mila mq (metà coperti) oggetto di interventi strutturali e modernizzazione a servizio di operatori industriali e logistici in locazione. A Suzzara, polo dell’automotive, i compendi riqualificati ospitano fornitori della filiera just-in-time dei veicoli commerciali. Una strategia che combina solidità patrimoniale, riqualificazione territoriale e visione industriale, confermando il ruolo della holding nello sviluppo del gruppo. «Queste attività – conclude Dionigi – hanno contribuito alla crescita della holding, con un patrimonio oggi stimato intorno ai 200 milioni di euro».
Fa. Nu.

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