Polemiche sul consiglio sospeso
BASTIA UMBRA – E’ polemica sul consiglio comunale andato deserto per mancanza del numero legale nel momento in cui si sarebbe dovuto dibattere sul ” Dopo le elezioni regionali: quale ruolo per questo territorio?”. La maggioranza (non il sindaco) ha abbandonato l’aula, l’opposizione fa fronte comune e attacca. “Il punto inserito in ordine del giorno- ricorda una nota dell’opposizione- era stata concordato anche con i Comunisti Italiani, che poi non hanno firmato ma che hanno assicurato la presenza per la discussione. La contrattazione delle poltrone li ha costretti ad uscire?” Secondo Ciotti (Prc)”questa maggioranza considera un reato di lesa maestà la legittima richiesta dei consiglieri: una concezione bizzarra della democrazia che ha come conseguenza vari autogol. E’ strano che gli stessi partiti ad Assisi si autoconvocano e a Bastia fuggono”. “Presunzione, arroganza, paura, debolezza, alla base della fuga della maggioranza? L’argomento – attacca Rosella Aristei (liste civiche)- è di interesse di tutta la città, perché questo territorio, ormai palesemente abbandonato, deve poter svolgere ancora un ruolo importante nella Regione”. Per Fabrizio Masci (Forza Italia), invece, è un “atto di tirannia a conferma che il totalitarismo di Pecci e Marchi ha avuto il sopravvento e tiene prigionieri sindaco e giunta. Vogliono tapparci la bocca, ma non si riusciranno. I consiglieri di minoranza si domandano “Che farà la maggioranza? Aspettiamo curiosi di vedere se fuggirà sempre per non discutere il punto. Ma dove è finita la certezza del diritto e il rispetto del Regolamento. Chi tutela e rappresenta il 49% dei cittadini di Bastia che hanno eletto 8 consiglieri e che hanno fatto regolare richiesta di inserimento dei punti in discussione? Sulla vicenda inetrevine anche il presidente del consiglio comunale, Andrea Tabarrini (Ds) che ieri mattina ha incontrato Masci e Mantovani (che aveva gestito la chiusura dei lavori come consigliere anziano) convocando il consiglio per il 18 maggio alle 18 in prima convocazione e il 23 (ore 20,30) in seconda convocazione.”Sono uscito anch’io dall’aula ha spiegato Tabarrini – in quanto sono comunque un consigliere di maggioranza e, vista la richiesta della stessa, non potevo non aderire”.
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