Mezza opposizione lascia l’aula
BASTIA UMBRA – Al termine di una seduta che si è protratta oltre le 2,30 e che ha vissuto momenti di acceso confronto, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità dei presenti ( il centrosinistra e Prc Ciotti), un documento di indirizzo che “impegna la giunta ad elaborare una normativa sistematica e complessiva in ordine alla materia degli insediamenti zootecnici che concerna gli aspetti urbanistici, quelli della riqualificazione ambientale e quelli igienico – sanitari, in via prioritaria con delle disposizioni di rango regolamentare e, in via subordinata, con una variante alle Nta del Prg”; di raccomandare alla giunta comunale “di tener conto di quanto emerso dal dibattito” relativamente a tre punti nodali: “ristrutturazione dell’esistente, riconversione senza delocalizzazione, delocalizzazione con cambio d’uso”: Al momento del voto su questo documento Forza Italia e la Lista civica hanno abbandonato l’aula, contestando la legittimità della procedura adottata.
Logico il fuoco di fila delle reazioni. Il coordinamento delle forze di del centrosinistra sottolinea che “grazie al contributo della discussione la giunta, pur nella sua autonomia, potrà lavorare per portare in tempi rapidi in consiglio comunale una normativa che fornisca complessivamente una risoluzione della problematica delle stalle, che salvaguardi gli interessi legittimi degli allevatori e la necessità di tutelare la qualità ambientale e limitare i disagi per la popolazione”. Il centrosinsitra dà atto a Brozzetti e Bagnetti di aver fatto proposte naufragate dall’incapacità dei rispettivi capigruppo di rilanciare il dibattito. Dall’altra parte, invece, il neo cordinatore di Forza Italia Francesco Fratellini ritiene “molto grave che ancora una volta i due punti più importanti dell’ordine del giorno siano stati ritirati a causa, forse, della mancata preparazione delle pratiche e soprattutto delle forti divisioni tra Ds e Pdci da una parte e Margherita dall’altra”. Mentre il capogruppo Fabrizio Masci attacca parlando di “atto di forza con cui si è violato il diritto proprio dei consiglieri. Il fatto che la Margherita abbia dovuto ‘covare’ dimostra che i suoi consiglieri sono alla mercè dei Ds”
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