LA SCHEDA L’azienda di famiglia nata a Bastia Umbra

Il gruppo Grigi nasce nel 1952 a Bastia Umbra con il nome di Mangimificio 3G dei fratelli Giovanni e Giuseppe Grigi. Nel 1994 realizza il primo impianto dedicato alla trasformazione del cereale in fioccato a caldo in Italia. Oggi è guidato da Luciano e Marco (in foto), figli di Giuseppe, in azienda dagli anni Ottanta.

Attivo nei settori allevamento e rivendite agrarie da 70 anni oggi vanta nel portfolio anche Dell’Aventino e Giardini spa

COME CAMBIA IL MERCATO «Sta crescendo la richiesta di una zootecnia meno impattante,
di prodotti tracciabili, alternative affidabili e un servizio più specializzato»

IL GRUPPO Grigi, operativo nei settori allevamenti e rivendite agrarie, da oltre 70 anni alimenta il benessere delle persone. Un’azienda nata nel 1952 a Bastia Umbra, sotto il nome di Mangimificio 3G dei fratelli Giovanni e Giuseppe Grigi, ma è agli inizi degli anni ’80, quando i fratelli Luciano e Marco (figli di Giuseppe) subentrano alla guida dell’attività, che comincia il percorso di trasformazione del business da un progetto fatto di lavoro quotidiano, relazioni dirette con gli agricoltori, fiducia reciproca e rispetto per la filiera. Da allora il gruppo è cresciuto in maniera esponenziale consolidando, negli anni Duemila, la propria presenza nel mercato dell’industria mangimistica, ampliando la rete con nuovi centri di raccolta e stoccaggio, creando Grigi Società Agricola, acquisendo marchi storici del settore come Valigi (dalla cui fusione cui è nato Grival), Dell’Aventino e nei mesi scorsi Giardini Spa. Non solo sviluppo industriale, ma investimento in competenze, ricerca e relazioni. Luciano e Marco Grigi, qual è stato secondo voi il punto di forza della vostra attività? «Se guardiamo alla nostra storia ci rendiamo conto che la nostra forza non è mai stata un singolo elemento, ma un modo di lavorare. Siamo cresciuti restando fedeli alle origini: conoscere la terra, parlare ogni giorno con agricoltori e allevatori, costruire fiducia prima ancora che prodotti. Negli anni abbiamo investito molto nella struttura tecnico‑commerciale, perché la competenza è il primo vero servizio che possiamo offrire. Professionisti capaci di affiancare le aziende agricole, ascoltare e proporre soluzioni concrete ci hanno permesso di diventare un punto di riferimento. Abbiamo mantenuto una politica commerciale chiara e coerente, e questo ci ha dato credibilità. A tutto questo si aggiungono nuovi prodotti, un servizio puntuale e una qualità costante: è questa combinazione che ci ha permesso di far crescere il nostro gruppo».
Che ruolo giocano la sostenibilità e l’innovazione nella vostra azienda?
«Per noi non sono slogan, ma scelte concrete. Negli ultimi anni abbiamo investito molto in impianti 4.0 e in soluzioni energetiche pulite: entro il 2026, oltre agli stabilimenti di Giardini Spa, anche quello di Pontenuovo di Torgiano sarà ancora più efficiente e alimentato da fotovoltaico. Allo stesso tempo stiamo lavorando su nuove tecnologie che ci permettono di sviluppare prodotti più performanti e sostenibili. L’obiettivo è ridurre l’impatto, migliorare la qualità e offrire un servizio che guardi davvero al futuro della filiera». Lo scorso anno avete lanciato una start-up innovativa, in che cosa consiste?
«L’obiettivo è quello di offrire prodotti che mirano a potenziare la salute e l’immunità degli animali migliorandone così la qualità dei prodotti derivati – come carne, latte e uova – e riducendone, parallelamente, l’impatto ambientale degli allevamenti. A tal riguardo, lo scorso dicembre ci è stato rilasciato il brevetto relativo ad un innovativo processing industriale che consente la produzione di mangimi naturali, ricchi di proprietà benefiche per gli animali e che migliora la produttività e la sostenibilità degli allevamenti. Potranno usufruire di questi prodotti sia i grandi produttori di mangimi, che gli allevatori diretti, i proprietari di animali domestici, gli istituti di ricerca e le università».
Quali sono le principali caratteristiche e le tendenze del mercato?
«Il nostro settore sta vivendo cambiamenti strutturali, soprattutto sul fronte della sostenibilità, della tecnologia e della volatilità dei prezzi. Per questo stiamo portando avanti investimenti significativi per essere sempre più solidi e competitivi. La volatilità incide sui costi dei mangimi, sull’energia, sulla gestione delle malattie animali e pesa anche l’impatto dei cambiamenti climatici. Allo stesso tempo cresce la richiesta di una zootecnia più sostenibile, di prodotti tracciabili, alternative affidabili e un servizio più specializzato».
Qual è il prossimo obiettivo e, guardando al futuro, cosa prevedete per la vostra società?
«Il nostro prossimo obiettivo è consolidare l’investimento previsto per il 2026 con l’acquisizione di Giardini Spa e rafforzare la nostra presenza nei territori. Puntiamo ad ampliare la nostra presenza nel settore suinicolo, a sviluppare il biologico e il no‑Ogm».

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