I segretari del Pd sempre critici su “Urban Lab”, mentre Paffarini (Sel) la definisce “un’opportunità sulla quale lavorare”
BASTIA UMBRA Si infiamma lo scontro politico tra maggioranza e opposizione sull’Urban Lab a seguito delle critiche lanciate dai tre segretari dei circoli del Pd Stefano Fanini,Moreno Bizzarri e Rita Di Pasquale, alle quali il sindaco Stefano Ansideri ha replicato rivolgendosi ai “tre tenori” con toni mordaci e difendendo il progetto come emblema di un confronto che “è stato sempre l’elemento fondante di questa amministrazione”.
“Ma non è forse obbligo formale di tuttala giunta esporre le proprie proposte? Dove sono le ideee le ipotesidi partenza da ‘concertare’ con la città?”. E’ quanto si chiedono ancora i tre segretari piddini, che ribadiscono come “questa improvvisa scelta di democrazia partecipativa che cade a tre anni dall’insediamento ci sembra solamente demagogia”. “E’ proprio da tre anni – aggiungono – che andiamoin vacanza ogni quindici giorni convinti, al ritorno, di trovare una città profondamente cambiata, ma l’impressione avuta da Alberto La Volpe è un poco anchela nostra: questa città è sì molto caotica, e le responsabilità, lei dice, non sono sue, anche sein tre anni non è stato ancora capace di cambiare una virgola, o meglio è solamente tornato indietro aumentando a nostro avviso il caos viario. Vede signor sindaco, èlei l’unico tenore… canta tanto, ma i fatti?”. Pur rilevando, infine, la bontà del progetto (“va bene il metodo così come va beneil gruppo di professionisti”),i tre non perdono occasione per rilevare che “prima di coinvolgere la cittadinanza” sarebbe opportuno aiutarla “a girare per la città in maniera sicura garantendo strade degne di questo nome”, perché “le ormai innumerevoli buche delle nostre strade provocano danni alle persone” e “finché accade aun esponente della giunta, che abbiamo visto con il collare cervicale, bene, ma un semplice cittadino potrebbe essere tentato di chiedere danno alla stessa comunità”.Diversii toni utilizzati da Stefano Paffarini, segretario di Sel, che definisce l’Urban Lab come “opportunità sulla quale lavorare e confrontarci”. E anche se “l’attuale amministrazione è arrivata in ritardo a un confronto serio con la città” e “avrebbe già dovuto presentare delle chiare linee programmatiche di intervento”, Sel “non vuol diremai no a priori,ma è pronta a elaborare ed esternare le proprie proposte, ed è per questo che lavoreremo affinché Urban Lab non rimanga un semplice spot elettorale ma il presupposto per arrivare a un nuovo piano regolatore generale che rispecchila nostra visione della città ma soprattutto condiviso
dalla più ampia rappresentanza della popolazione”.
S. C.

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