CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER UN TECNICO DI LABORATORIO DI UN ISTITUTO SUPERIORE

TRIBUNALE
Lavora a scuola e spaccia droga, secondo le accuse: ora rischia il processo ma lui si difende parlando di un errore. Un presunto episodio di spaccio di eroina commesso da un uomo, tecnico informatico di laboratorio in un istituto superiore di Perugia, finisce adesso infatti al vaglio del giudice del tribunale: la Procura della Repubblica ha infatti chiesto il suo rinvio a giudizio ritenendolo responsabile di una cessione di sostanza stupefacente avvenuta nell’agosto 2024 a Ospedalicchio di Bastia Umbra. Secondo l’accusa l’indagato avrebbe ceduto «una dose di sostanza stupefacente del tipo eroina, del peso netto di 0,6 grammi», successivamente analizzata in laboratorio e risultata «avente il 12,84% di peso medio, pari a 0,0800 grammi di principio attivo puro».
L’episodio avrebbe dato il via a ulteriori accertamenti che hanno portato a una perquisizione domiciliare, in cui è stata trovata altra sostanza stupefacente anche se di diverso tipo.

I CONTROLLI
Nel corso dei controlli gli investigatori hanno sequestrato 0,46 grammi di marijuana («avente il 13,6% di peso medio, pari a 0,06 grammi di principio attivo puro, contenuti in parte in un barattolo di vetro e in parte in un grinder per l’uso, nella propria abitazione»), oltre a 2,8 grammi di marijuana («avente l’8,72% di peso medio ») e 0,21 grammi di hashish («avente il 45,59% di peso medio, pari a 0,09 grammi di principio attivo puro»).
LA DIFESA
Riguardo l’ipotesi di spaccio dell’eroina, l’indagato, difeso dall’avvocato Maurizio Lorenzini, respinge le accuse. «La droga, una bustina contenente sostanza di colore marrone in polvere, è stata rinvenuta a più di un metro e mezzo da dove ci trovavamo. Avevo solo provveduto a ritirare parte del denaro concordato per la vendita di un computer», sostiene la difesa, contestando la ricostruzione dell’accusa. Si sarebbe trattato quindi di un errore e di un caso di sfortuna, essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Adesso sarà compito del giudice valutare le contestazioni della Procura e metterle in controluce con quelle dalla difesa e decidere se mandare o meno l’uomo a processo per spaccio.
Enzo Beretta

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