Il liceo va a Bastia Umbra tra accuse e polemiche. La prof: «Profondo senso di amarezza e sconcerto»

BASTIA UMBRA «La decisione di destinare la sede dell’ Istituto Professionale per i Servizi Commerciali (IPSC) all’accoglienza temporanea degli studenti del Liceo Properzio è stata presentata come una grande opportunità per il territorio e, con entusiasmo, è stato già celebrato l’arrivo di 350 studenti. Eppure, mi colpisce un’assenza: quella dei miei studenti. I circa 100 ragazzi che frequentano l’IPSC sembrano essere scomparsi dal racconto biblico e pubblico della vicenda. Come se non esistessero. Come se il loro percorso scolastico, il loro legame con la scuola e con il territorio fossero un dettaglio marginale ». Sono le parole della professoressa Claudia Melelli, docente di Italiano e Storia presso IPSC «M. Polo – R. Bonghi» amareggiata per quanto avvenuto e, soprattutto, per i modi con i quali è stato comunicato. Parole affidate a una accorata lettera. «Ho visto studenti crescere, diplomarsi e trovare una strada; ho osservato docenti investire tempo, energie e risorse personali per trasformare quella scuola in un luogo accogliente, inclusivo e dignitoso – aggiunge -. Abbiamo imbiancato e abbellito aule e corridoi, curato spazi verdi, piantato alberi e cespugli. Abbiamo realizzato molto più di quanto fosse richiesto al nostro ruolo, perché quella scuola per noi non era un edificio, era una comunità. È difficile assistere oggi a una vicenda che mi lascia un profondo senso di amarezza, delusione e sconcerto. Le scuole sono storie condivise – conclude la professoressa Melelli -. Quando si prendono decisioni che le riguardano, sarebbe auspicabile che nel dibattito pubblico trovassero spazio tutte le voci coinvolte. Anche quelle dei cento studenti che, pur essendo meno numerosi, meritano di essere visti». Lettera che la docente ha dedicato ai propri studenti «che ogni anno, grazie a voi, impara più di quanto insegna».

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