Per anni un assisano e un bastiolo hanno “dimenticato” di presentare le loro dichiarazioni dei redditi -Le verifiche L’azione di controllo è stata effettuata dagli uomini della Guardia di finanza della tenenza di Assisi
ASSISI – La storia è così surreale che si fa fatica a ritenerla vera e invece, questa volta, la realtà ha superato di gran lunga la fantasia. Ci si può dimenticare di pagare le tasse? A questa domanda due persone individuate a Bastia e Assisi, hanno risposto di sì: insomma, per anni hanno dimenticato di presentare la dichiarazione dei redditi evadendo cifre da capogiro. Ma la “dimenticanza” in campo fiscale ha un prezzo molto salato soprattutto quando l’illecito viene individuato e contestato dagli uomini della Guardia di finanza che nella nostra regione hanno da tempo messo in atto una serie di controlli a tappeto.
La ricostruzione. La tenenza della Guardia di finanza di Assisi nel quadro dell’avviata strategia d’incremento qualitativo dei controlli finalizzati al contrasto delle varie tipologie di “sommerso di lavoro e di azienda”, ha sottoposto a verifica fiscale due soggetti economici, uno di Bastia Umbra e l’altro di Assisi, che per diversi anni hanno dimenticato di presentare le dichiarazioni fiscali ed hanno omesso di effettuare i versamenti delle imposte.
Uno dei due soggetti oltre ad aver “dimenticato” di presentare le prescritte dichiarazioni dei redditi ed aver disatteso i versamenti delle imposte, al fine di rendere più difficoltosa la ricostruzione del proprio giro di affari, ha omesso di istituire la contabilità (libri e registri previsti dalle norme tributarie).
Al termine delle due ispezioni, gli uomini delle Fiamme gialle hanno constatato la sottrazione al fisco di componenti positivi del reddito e ricavi per 652.901 euro, Iva per 105mila curo; ritenute Irpef non versate per 9.300 euro e base imponibile ai fini Irap pari a 600.000 euro. Come si capisce, stiamo parlando di cifre da capogiro.
Per garantire i crediti erariali da parte dello Stato sono state effettuate due segnalazioni agli uffici finanziari competenti per l’applicazione delle misure cautelaci, ipoteca e sequestro conservativo.
di LUCIO FONTANA

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