Lombardi, che ha già fatto il giro degli uffici, pensa a una verifica mensile dei progetti amministrativi
BASTIA — Si è appena insediato, il neo sindaco Francesco Lombardi (nella foto), nel palazzo municipale e la prima cosa che ha fatto è stato un giro per tutti gli uffici.
«L’amministrazione — ha detto — più che un apparato burocratico deve essere un’organizzazione efficiente e al servizio dei cittadini. E’ una convinzione che mi deriva dalla frequentazione, per ragioni professionali, delle aziende delle quali la pubblica amministrazione deve tenere conto».
Questi i principi generali, ma la realtà è un’altra cosa. «Nel caso del Comune di Bastia — ha rilevato — ho potuto constatare una diffusa professionalità e spirito di innovazione tra i dipendenti. Dal giro che ho fatto insieme ai dirigenti ne ho tratto un’impressione incoraggiante».
Insomma le intenzioni di cambiamento, manifestate in campagna elettorale, rimangono solo parole? «Direi di no. Senza toccare l’organigramma, ho intenzione di utilizzare al massimo le deleghe. Intendo dire che ai politici spetterà di dare l’input, ma saranno poi i dirigenti, gli uffici e i servizi a doverli attuare».
«Penso ad un ‘cronoprogramma’ — spiega Lombardi — con una verifica mensile dei progetti amministrativi, sia per monitorare i progressi che si riescono a fare migliorandoli in corsa, sia per avere una garanzia dei risultati».
Sul direttore generale ci sono novità: «Viene confermato Dante De Paolis, che ha dato prova di notevole capacità professionale, insieme al suo staff».
La nuova Giunta comunale è una scelta ormai imminente. «Intendo affrontare un problema per volta — avverte Lombardi — e andrò a nominarla tenuto conto di vari principi, non solo politici, e delle qualità personali dei singoli assessori».
«La mia preoccupazione — sottolinea il neo sindaco — è che sia una ‘squadra’ forte ed affiatata, con il ruolo che mi prefiggo di regista di centrocampo».
Oggi è in programma la festa di ‘ringraziamento’ in piazza Mazzini: quale sarà il messaggio agli elettori? «Sarò il sindaco di tutti, aperto al confronto, ma non ‘buonista’. Se mi dovesse arrivare uno schiaffo, sarò disposto a porgere l’altra guancia, ma solo per una volta».
M.S.
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