Ecpat, la più grande rete internazionale, gestisce sette centri e scuole frequentate dai bambini orientali-L’obiettivo è aprire a Bastia Umbra un comitato a sostegno della causa associativa
BASTIA UMBRA – Il desiderio di diventare padre lo ha condotto fino in Cambogia,ma la vista del Paese, meta storica del turismo sessuale minorile, ha fatto nascere in lui la voglia di combattere una realtà torbida e senza confini.“E’ così – racconta Gianluca -che mi sono avvicinato ad Ecpat, la più grande rete internazionale di organizzazioni in lotta controlo sfruttamento sessuale dei minori”. Per questo,per dare il suo personale contributo a una guerra purtroppo senza confini, sta cercando di costituire, a Bastia Umbra, un comitato locale che sostenga la causa dell’organizzazione. “In questo contesto – riferisce – si inserisce la presentazione de Il rumore dell’erba che cresce, diario di viaggio redatto dal presidente di Ecpat Marco Scarpati per raccontare l’inferno della pedofilia in Cambogia”.A sollevare il velo sul drammatico scenario dello sfruttamento sessuale dei bambini sarà lo stesso autore, lunedì venti febbraio alle ore ventuno nella Sala del Consiglio Comunale di Bastia Umbra (in piazza Cavour 19).
“Un’occasione- sottolinea ancora Gianlcua – per lanciare lo sguardo oltre il proprio cantuccio di felicità e aprire il cuore a una realtà lontana che troppo spesso fa comodo ignorare”.Una realtà contraddittoria che Gianluca ha conosciuto da vicino durante il soggiorno in Cambogia per adottare suo figlio Visal.”E’difficile capire – afferma- come la culla di una grande civiltà,il cui splendore è testimoniato dall’immensa area archeologica di Angkor,abbia potuto subire in passato la follia dei Khmer Rossi e possa tollerare, oggi,uno spaventoso livello di corruzione che neminala struttura politico economica”.
La povertà e le profonde disuguaglianze sociali fanno sì che per molte famiglie la prostituzione minorile sia l’unico mezzo di sopravvivenza.”Sono molti – ribadisce Gianluca – i bambini che vengono trafficati verso Paesi più ricchi come Corea, Malesia, Taiwan e Thailandia”. E secondo Ecpat,è in aumento anche la presenza di turisti del sesso provenienti non solo dall’Asia orientale ma anche dal Nord America e dall’Europa occidentale. Per strappare i bimbi dall’inferno degli abusi, il “Progetto Amore Phnom Penh”, si impegna a difendere i minori più a rischio, quelli che vivono nei luoghi adiacenti ai bordelli o figli di genitori che sono stati nel giro della prostituzione e che si trovano in condizioni di forte povertà. Attualmente sono sette i centri gestiti da Ecpat attraverso un’organizzazione locale,scuole frequentate dai bambini destinatari del sostegno a distanza perché l’educazione non è solo un diritto fondamentale ma è anche un’arma per lottare contro la povertà e difendersi dalla violenza. E la Cambogia non è l’unico Paese in cui si concentrano gli sforzi dell’organizzazione: “31 E 34: I Campioni Di Yeoville” e “Da schiave a Bambine”, sono altri due progetti portati avanti rispettivamente in Sudafrica e in Laos. “In qualsiasi parte del mondo si trovino – afferma Gianluca, i bambini sono preziosi. Per questo, pur di avere un figlio, io e mia moglie non ci siamo arresi alla natura, né alle difficoltà burocratiche”.”Quello dell’adozione – sottolinea – è un percorso che pone ostacoli inimmaginabili, tutti ampiamente ripagati dalla gioia di stringere, finalmente, il piccolo Visal fra le braccia, pronti ad intraprendere, con estrema consapevolezza, il ruolodi genitori”.Per sostenere Ecpat e far sì che sempre più bambini abbiano un’infanzia libera, si può fare unadonazione, scegliere il sostegno a distanza o diventare volontari
di Silvana Leoni

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