Gli abitanti di Viole pronti a vendere cara la pelle: “Disposti ad acquistarle noi”
ASSISI – Per ‘salvare’ le ex scuole di Viole dalla vendita (questa settimana in giunta cominceranno le pratiche per il bando) arriva una raccolta firme e l’intervento di Mario Settimi (patron di Radio Subasio), che si è detto disponibile a creare un’associazione che acquisti l’immobile rimettendolo a disposizione di tutto il paese, “in considerazione della sua centralità”. La novità è annunciata dal consigliere Evian Morani (Pdl), che già nei giorni scorsi aveva chiesto all’amministrazione comunale di fare retromarcia sulla vendita. “La consapevolezza che il bene è fondamentale per il paese – scrive in una nota Morani, che ringrazia Settimi per la proposta – si è diffusa nella cittadinanza: la scelta della Pro loco, che ha comportato anche la perdita del contributo del terremoto per la ricostruzione, è stata sbagliata, ma si è ancora in tempo per rimediare”. Nel frattempo i cittadini si stanno mobilitando con una petizione che partirà dal basso, grazie alla nascita di un comitato spontaneo che dice “no alla vendita delle ex scuole” e chiede al sindaco ed alla giunta comunale di “sospendere le procedure per la vendita, adoperandosi anche per la modifica del Piano delle alienazioni di competenza del consiglio comunale”. Tra le motivazioni per cui le ex scuole non vanno vendute, il fatto che siano “l’unico centro di aggregazione sociale, per giovani, meno giovani ed anziani al centro del Paese e che le altre soluzioni sono distanti dal centro storico del paese. L’immobile è anche sede di diverse associazioni tra cui i Combattenti e reduci di guerra e l’unico che può essere utilizzato come seggio elettorale, perché a ridosso del centro abitato, considerato che fu realizzato grazie all’opera di Graziella Cianca-leoni e Mario Settimi che trovarono le risorse necessarie per fini educativi e sportivi, ove si svolse anche un incontro di pugilato internazionale. Le firme – conclude la petizione – sono necessarie per sottolineare che l’iniziativa è di derivazione popolare e non di partito”.
Flavia Pagliochini

Corriere-2010-08-25-pag21

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