L’Amministrazione comunale di Bastia Umbra nei giorni di sabato e domenica ha promosso una duplice riflessione sui valori di cittadinanza, unità, libertà. Il 9 novembre, nella Sala della Consulta, con la cittadinanza e la classe 2 G della Scuola media superiore di 1° grado “Colomba Antonietti”, ha incontrato l’Ambasciata di Germania, rappresentata da Ole Grogro, Capo dell’Ufficio Cerimoniale e Alexander Grossklags, addetto Ufficio stampa, per festeggiare insieme un doppio anniversario, i 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino e i 30 anni del gemellaggio tra la Città di Bastia e Hochberg, comune tedesco di circa 9.500 abitanti. Un doppio legame, un legame che simbolicamente esprime il bisogno più forte dell’uomo e del suo progetto di vita, creare varchi per ricercare relazioni e rafforzare la libertà. Incontrare l’Ambasciata tedesca è stata l’occasione per rafforzare il senso di amicizia che lega Bastia alla Germania tramite il gemellaggio con Hochberg, definito dal Sindaco Paola Lungarotti una “storia condivisa”. Nel corso di questi trenta anni i legami si sono stretti attorno ai principi di libertà, fraternità, democrazia e pace. Congiuntamente sono stati organizzati un altissimo numero di incontri e di iniziative – di natura culturale, sociale, artistica, sportiva, imprenditoriale, ricreativa, scolastica – che ha visto la partecipazione fattiva ed entusiastica di centinaia di persone, giovani ed anziani, uomini e donne. Nell’esperienza del gemellaggio sono state coinvolte tante associazioni, tante famiglie e tantissimi cittadini.

Marcello Agostinelli, presidente dimissionario del Comitato gemellaggi ha ripercorso tramite fotografie e ricordi i momenti più intensi di questo gemellaggio.

Grazie anche al gemellaggio è potuta maturare una coscienza europea, una dimensione dello spirito che, se formatasi tra i popoli solo poche decine di anni or sono, avrebbe permesso di evitare i drammi e le distruzioni che le guerre ci hanno invece tragicamente consegnato.

Libertà nel muoversi, libertà nell’affermare la propria identità, libertà nel creare relazioni. Ponti e non muri.

La libertà poi ripresa il 10 novembre con le celebrazioni in tutto il territorio comunale del 4 Novembre, FESTA DELLE FORZE ARMATE E DELL’UNITA’ NAZIONALE, nel ricordo di coloro che hanno sacrificato la propria vita in onore della nostra Patria e della difesa dei confini. Una giornata intensa grazie anche alla presenza degli alunni e delle alunne delle scuole primarie che hanno fatto parlare la storia leggendo le testimonianze di chi con onore ha perso vita per la libertà e la Patria. C’erano tutti, Autorità civili, religiose e militari, Associazioni di Combattenti, concittadini e concittadine, tutti intorno ai simboli che richiamano alla memoria il dramma della guerra, i Monumenti ai Caduti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, ma simbolicamente intorno agli alunni e alle alunne come a voler suggellare il patto di protezione che gli adulti hanno il dovere di sottoscrivere e difendere, la pace, la tolleranza, l’unità di valori e di intenti.

La riflessione sul perché ricordare ogni anno il 4 Novembre è stata posta fortemente anche sul nuovo e prezioso compito delle Forze Armate oggi, operatori di pace e giustizia nel mondo, prezioso strumento di cooperazione tra i popoli, di costruzione della pace e dei diritti essenziali della persona umana in terre lontane e presso popoli che nella loro presenza vedono una garanzia di sicurezza e di conquista civile; angeli con la divisa, presidi della nostra incolumità e sicurezza.

Il 4 novembre quindi non è solo il giorno del ricordo del dolore, ha dichiarato il Sindaco, “sul dolore della guerra sono attecchiti nuovi valori e nuove opportunità che vanno difesi e rafforzati attraverso la condotta di ciascuno di noi. Il nemico di oggi si chiama egoismo indifferente un nemico che non schiera artiglierie, ma uccide molto più di una guerra o di una battaglia. Anche contro l’indifferenza, i silenzi, la povertà sia morale che materiale, il 4 novembre ci richiama all’unità, ci pone difronte alla possibilità di scegliere e di reagire come hanno reagito e combattuto tutti gli italiani morti nel conflitto mondiale”

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