IL CASO
BASTIA Prima se la prende con un avventore del bar e poi si scaglia
contro il proprio cane. Alla fine l’uomo, un 48enne incensurato residente a Bastia Umbra, è stato denunciato per il reato di maltrattamento di animali. Tutto è nato da una lite verbale con un’altra persona all’interno di un bar di Bastia al termine della quale, per sfogarsi, il 48enne ha pensato bene di prendere a calci il proprio cane. Con tanta foga da indurre gli avventori a chiamare la polizia del commissariato di Assisi. Compiuti gli accertamenti del caso, anche grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza, gli agenti sono risaliti al proprietario dell’animale, L’uomo è stato quindi denunciato. La pena prevista in questo caso è la reclusione da 3 a 18 mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro. Il nostro codice penale disciplina il reato di maltrattamento degli animali tutte le volte in cui il colpevole agisce per crudeltà o senza che ve ne sia una ragione. In pratica, il reato scatta solo quando c’è la coscienza, la consapevolezza e la volontà di causare una lesione a un animale. Chi invece vuol segnalare un maltrattamento di animali non deve necessariamente avere le prove evidenti del fatto. Il maltrattamento degli animali – non solo i cani – è infatti un reato perseguibile d’ufficio, ossia anche d’iniziativa della forza pubblica. Le autorità come i carabinieri e la polizia, in presenza di semplici indizi, sono tenute a fare gli accertamenti del caso. Non è quindi necessario che qualcuno sporga una denuncia o una querela per avviare il procedimento a carico del colpevole.
Massimiliano Camilletti

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