La spesa per abitante è 2.121 euro. A Terni (che supera Perugia) è invece di 1.605 euro. I risultati di un’indagine del gruppo Gedi

di Alessandra Borghi

PERUGIA La febbre del gioco contagia i ternani più dei perugini, se ci si ferma ai due capoluoghi. Ma tra i dieci comuni più grandi della regione il record della spesa pro capite per i giochi gestiti dallo Stato, dalle slot al Bingo, dai Gratta e vinci al Superenalotto, nel 2017 appartiene a Bastia Umbra. I dati si ricavano da “L’Italia delle slot 2, quanto giocano gli italiani”, indagine del gruppo Gedi su dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un database online consente di avere il quadro per ogni comune d’Italia.

Come in passato, Terni supera dunque Perugia con una spesa per abitante di 1.605 euro. Nella classifica dei 130 comuni italiani tra 50 mila e 200 mila abitanti per giocate pro capite, la città dell’acciaio si colloca nella prima metà della classifica, occupando il quarantaquattresimo posto. I soldi mangiati dai giochi qui ammontano a 178 milioni. La spesa complessiva è superiore nel capoluogo di Regione: 252 milioni. Ma i perugini hanno speso a te- sta 80 euro in meno dei ternani: 1.525 euro. Rispetto a città italiane di dimensioni simili, Perugia è la cinquantunesima, considerati i 130 centri con una popolazione compresa fra 50 mila e 200 mila unità. Qui vanno per la maggiore le videolottery, cioè le slot che si trovano in locali dedicati: nel 2017 hanno calamitato 99 milioni di euro. Nelle cosiddette “new slot” (le Awp), macchinette che si trovano anche in bar e tabaccherie, sono finiti invece 75 milioni. Altri 35 hanno preso la via delle lotterie istantanee tipo Gratta e vinci. A Foligno, giocate pro-capite da 1.260 euro per una spesa totale di quasi 72 milioni. Il numero delle macchinette in tre anni è diminuito (da 379 a 345 apparecchi), ma gli incassi non hanno seguito lo stesso trend (ciò vale anche in altre realtà) .

Nel quarto centro dell’Umbria, Città di Castello, ogni abitante ha investito in me- dia nella dea bendata 1.546 euro, appena 21euro  in più dei perugini. In totale sono stati giocati 61milioni, con le macchinette new slot che tirano più di tutto (spesi circa 29 milioni). Sul fronte del numero di slot machine, comunque, il trend appare in diminuzione: sarebbero passate da 451a 369 in tre anni.

A Spoleto, spesa pro capite da 1.180 euro (in totale 44,8 milioni). Qui in testa sono le lotterie istantanee con una spesa di quasi 15 milioni, seguiti dalle new slot (13,5 milioni).

Gli eugubini investono in media 1.278 euro, più di 40 milioni complessivi. Si tenta la fortuna soprattutto con le macchinette new slot (18,9 milioni) e con i Gratta e vinci  (7 milioni). Una somma pro capite più alta si  registra  ad  Assisi:

1.348 euro, in tutto 38 milioni. Nella città serafica è testa a testa tra macchinette Awp e lotterie istantanee (11,7 e 11 milioni). Bastia Umbra, ottavo centro della regione, fa registrare una spesa pro capite di 2.121 euro (in totale 46 milioni), più alta, come detto, di quella dei capoluoghi di provincia. A Corciano la quota pro capite è di 1.381 euro (in totale quasi 30 mi- lioni) e a Orvieto di 1.349 euro (in totale 27 milioni).

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