E’ battaglia dura per il posto da primo cittadino. Aristei e Lombardi, ruvido botta e risposta
Tensione e clima rovente. E i cittadini evitano di parlare
GIUSEPPE CASTELLINI
BASTIA UMBRA – Sarà, come dice Francesco Lombardi, che le “scosse telluriche” sono il sintomo di un rinnovamento in atto della classe dirigente della città. Sarà, come dice Rosella Aristei, che sono la conseguenza della mancanza di democrazia e della perdita dei valori ispiratori da parte della Quercia bastiola. Sarà, come dice il sindaco Lazzaro Bogliari, che nella lista civica organizzata dalla Aristei di politica non c’è nulla ma solo personalismi.Fatto sta che le parole sono pietre. E se le pietre vengono tirate con forza, come sta accadendo a Bastia Umbra in questo periodo pre elettorale, fanno male.
Le mazzate della Aristei
Partiamo da Rosella Aristei, direttrice didattica, ex assessore all’Urbanistica, animatrice di un’associazione a favore degli svantaggiati, fino a un paio di settimane fa segretario dell’Unione comunale Ds di Bastia. Grinta da vendere, è una che non molla. E proclama: “La lista civica la faccio e non torno indietro per nessun motivo. Negli ultimi due anni come segretario Ds avevo ricomposto la coalizione di centrosinistra ed era per tutti scontato che la mia figura era la migliore, come candidato a sindaco, per l’unità del centro-sinistra. Invece ha prevalso la non democrazia, la volontà di farmi fuori a tutti i costi scegliendo la strada, invece delle primarie come avevo chiesto, della ‘consultazione riservata’ dei membri dell’Unione comunale. E così, di strettissima misura, ha vinto Lombardi. Me ne sono andata sbattendo la porta,perché è chiaro che in questo partito non c’è democrazia e che sono stati abbandonati valori della sinistra in cui credo”. Il suo obiettivo è andare al ballottaggio, ma per un momento sotterra l’ascia di guerra e manda un messaggio a Lombardi: “Se al ballottaggio ci andrà un esponente della sinistra e uno della destra, la sinistra dovrà ricompattarsi”. Quanto alla campagna elettorale, quella della Aristei s’annuncia al fulmicotone: “Oggi non dico nulla su certe cose. Ma in campagna elettorale parlerò”.
Lombardi a passo di carica
“Ma quale mancanza di democrazia – sbotta Francesco Lombardi, il candidato del centrosinistra che però, al momento, non ha ancora l’appoggio della Margherita (che all’improvviso ha lanciato in pista Chiara Silvestri, candidatura che però potrebbe rientrare, mentre Rifondazione comunista è certo che correrà da sola con candidato a sindaco Luigi Ciotti) – La mia candidatura ha avuto un percorso democratico e rispettoso delle regole all’interno degli organismi dei Ds ed è legata a un grande progetto per dare alla città di Bastia Umbra ulteriori prospettive di crescita ed ai suoi abitanti l’occasione di poter contribuire attivamente ad aumentare il livello della qualità della vita”. Lombardi – un cursus honorum di grande rispetto (ex consigliere regionale, delegato ai problemi degli emigrati e poi direttore provinciale di Perugia della Cna) – è uno che la lite non la cerca ma sa tirare fuori gli artigli: “Finora ho responsabilmente evitato di intervenire pubblicamente per non alimentare polemiche che finiscono con il favorire il centrodestra. Tuttavia, di fronte alla violenza e all’ingiustizia degli attacchi che vengono mossi direttamente alla mia persona e ai Ds, partito nel quale milito da sempre, sento l’obbligo di ristabilire la verità”. E così accusa la Aristei: “E’ paradossale, grave e pericoloso per la città che, per far prevalere comunque la sua operazione minoritaria, la signora Aristei sia disposta a scendere a qualsiasi compromesso. Un’operazione di trasversalismo che finirebbe con l’isolare la nostra città da quel contesto regionale di cui è stata sempre la forza motrice”. La Aristei come il “muoia Sansone con tutti i filistei” ma, chiosa Lombardi, “di filistei nel nostro partito non ce ne sono più, né persone disposte a far crollare un vero progetto per lo sviluppo sociale, economico e culturale di Bastia puntando alla concretezza con etica e responsabilità”.
Il timore della gente In piazza, davanti al Comune di Bastia, i commenti s’incrociano ma in questo clima rovente quasi nessuno si espone. Dicono, criticano ma al momento di dare il nome la solita solfa: “No, il nome no. Sa, qui c’è un clima particolare, il paese è piccolo”. Qualcuno che parla, magari tirandoglielo fuori con le pinze, però c’è. “Intorno a queste elezioni c’è grande interesse”, commenta Alberto Visconti, giornalaio. E Benito Bistocchi non ha timore di dire ciò che pensa: “Questa città è stata sempre amministrata bene. Siamo cresciuti. Certo, si poteva fare anche meglio, ma francamente non posso dire che in questi decenni è stato fatto male”. Luigi Bizzarri se la cava strizzando l’occhio furbo: “E’ stato fatto bene, masi poteva fare meglio”. E il tempo passa a rincorrere i cittadini che parlano a mezza bocca: “Se scrive non dico nulla”, ripetono.
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