Bettona I giovani avevano preso di mira un loro coetaneo con insulti e aggressioni fisiche
A segnalare i soprusi ai carabinieri sono stati i compagni di scuola della vittima

BETTONA – Bullismo e mondo giovanile: questa volta l’esempio di come non ci si debba girare dall’altra parte davanti ad un fenomeno preoccupante e sempre più esteso, viene dagli stessi ragazzi. Sono stati, infatti, i compagni di classe di un giovane preso di mira da altri coetani a sollecitare l’intervento dei carabinieri di Bettona. E così i militari hanno denunciato all’autorità giudiziaria tre minorenni, tra i 14 e i 15 anni, per lesioni personali ed ingiurie.
I tre avevano preso di mira un loro compagno di classe, prima con insulti e poi con vere e proprie aggressioni fisiche (in un caso hanno provocato alla vittima feritegiudicateguaribiliinoltre7 giorni). I soprusi subiti dal giovane sono stati segnalati da altri studenti che, con coscienza ed intelligenza, hanno recepito quanto più volte ribadito dagli insegnanti e dagli stessi carabinieri nel corso delle conferenze sul tema della legalità.
In Umbria, come a livello nazionale, il bullismo del resto è sempre meno un fenomeno isolato, e sempre più un’emergenza sociale. Secondo i dati dell’ultimo rapporto Eurispes-Telefono Azzurro, oltre un quarto dei bambini afferma di essere stato ripetutamente vittima di brutti scherzi (27,8%), a cui seguono le provocazioni e le prese in giro (26,6%) e le offese immotivate (25,6%). Il 17,6% è stato invece continuamente escluso ed isolato dal gruppo. Nel 13,5% dei casi, i bambini riferiscono di aver subito furti di oggetti o cibo (13,5%), percosse (11,5%), minacce (11,1%), ma anche furti di denaro (4,7%). Sono soprattutto i maschi ad aver subito ripetutamente minacce (15,4% contro 7%), percosse (14,8% contro 8,2%), provocazioni e/o prese in giro (29,5% contro 23,8%), brutti scherzi (29,9% contro 25,9%), offese immotivate (27,4% contro 23,8%), furti di oggetti/cibo (14,8% contro 12,3%). Le bambine, invece, si trovano con più frequenza a dover subire l’esclusione e l’isolamento dal gruppo (20,2% contro il 14,9%). Fra i bambini che sono stati vittima di atti di bullismo la percentuale più elevata riferisce di essere stata presa di mira da un bimbo della sua età (17,8%). Un quadro preoccupante quello fornito dall’Eurispes che chiama in causa in primo luogo educatori e genitori.di LUCIO FONTANA

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