Scoperti in Abruzzo 250mila capi “usciti” dal fallimento. Denunciato Ferrante
Pezzi marchiati “Valentino” per il Canada. Blitz della Finanza
BASTIA UMBRA – Dal cilindro del caso Hemmond non spuntano solo lacrime e sangue per l’indotto in ginocchio. Adesso spunta il sequestro di 250mila capi di abbigliamento fasulli che potrebbero disegnare nuovi scenari nell’inchiesta per bancarotta fraudolenta aperta dai sostituti procuratori Sergio Sottani e Manuela Comodi. La scoperta l’ha fatta la Compagnia della guardia di finanza di Avezzano, guidata dal capitano Giorgio Salerno. Gli uomini delle fiamme gialle hanno scovato un negozio che vendeva maglioni contraffatti con la griffe “Valentino”. Per risalire dal negoziante al fornitore il passo non è stato breve. Ci sono voluti due mesi di controlli, di verifiche fatte anche con i tecnici della “Valentino” per appurare la bontà o meno della merce. Poi il cerchio si è chiuso in un capannone non lontano da Chieti. Ed è lì che è scattato il collegamento con la Hemmond perché il capanonne era nella disponibilità di Roberto Ferrante, l’affittuario dell’azienda morta due volte. Prima col fallimento e poi quando si è chiusa la partita dell’affitto che non è mai diventato rilancio. Secondo quanto riferito dalle fiamme gialle, i documenti dei capi con le griffe ritenute fasulle, attestavano che erano legati al fallimento della Hemmond. Come sarà l’inchiesta a certificarlo. I capi d’abbigliamento sequestrati in Abruzzo erano pronti per essere spediti in Canada, acquistati da un’azienda d’Oltreoceano. Una triangolazione che non solo ha portato alla denuncia di Ferrante con l’accusa di commercio con marchi contraffatti, e a quella del negoziante che vendeva i “Valentino” fasulli. Indagate anche altre due persone, legate alla ditta canadese che aveva acquistato i 250mila capi il cui valore è stato stimato intorno ai tre milioni e seicentomila euro. I “Valentino” fasulli erano stipati in un magazzino di seimila metri quadrati in provincia di Teramo. Oltre al super sequestro, la guardia di finanza ha sigillato anche altri duemila pezzi trovati durante le perquisizioni. Le indagini sono state condotte dal sostituto procuratore della Repubblica di Teramo, Auriemma. E’ logico che quando scoperto in Abruzzo tra Teramo, Chieti e l’Aquila, finirà sul tavolo della procura di Perugia. Dove il fascicolo aperto per bancarotta fraudolenta della Hemmond si arrichisce del giallo dei capi fasulli.
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