Lo ricostruisce la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso della Procura contro l’assoluzione della trans dall’accusa di omicidio preterintenzionale
di Luca Fiorucci
PERUGIA Patrizia Pinheiro Duarte si è difesa dall’aggressione di Samuele De Paoli. Che è morto in seguito alla pressione, ritenuta involontaria, del nervo vagale, innescando una «reazione» letale accelerata dall’assunzione di alcol e droga. Lo ricostruisce la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso della Procura generale contro l’assoluzione della trans dall’accusa di omicidio preterintenzionale del giovane, e stabilendo definitivamente che Patrizia, quella notte dell’aprile 2021 a Sant’Andrea delle Fratte, si è difesa senza avere intenzione di uccidere. Come evidenziato dai giudici di terzo grado, l’imputata non poteva sapere quale tipo di conseguenza la sua azione di difesa, proporzionata anche in virtù dell’assenza di particolari segni di colluttazione sul corpo della vittima, avrebbe potuto avere. Nelle trentacinque pagine di sentenza, inoltre, si motiva il perché il ricorso della Procura generale sia da considerarsi inammissibile, in quanto «finisce per proporre una nuova lettura del materiale probatorio esaminato dal giudice di merito, così limitandosi a formulare una difforme ricostruzione della fattispecie concreta e di quanto accaduto; trattasi di una attività estranea al giudizio della Corte di Cassazione, cui non può chiedersi di procedere ad una terza valutazione degli elementi di fatto, posti a fondamento della decisione impugnata». I giudici, lo scorso marzo, hanno ritenuto inammissibile anche il ricorso della difesa di Pinheiro Duarte, perché «la ricorrente non potrebbe conseguire conseguenze extrapenali più favorevoli» anche se la Cassazione ha rilevato che la decisione della Corte di Assise di Appello di Perugia, nel’assolvere, è corredata da una motivazione, comunque, non corretta in diritto in punto di inquadramento dell’omicidio preterintenzionale, in quanto «la sentenza impugnata non ha formulato, in maniera logica ed aderente alle risultanze istruttorie, un giudizio di prevedibilità in concreto dell’evento morte da parte dell’odierna imputata». «Leggiamo con soddisfazione la motivazione della sentenza della V sezione penale Cassazione, che con articolato percorso argomentativo conferma l’assoluzione di Patrizia – commentano i difensori di Patrizia, gli avvocati Francesco Gatti e Fabio Basile – ritenendo in primo luogo la piena sussistenza della difesa legittima, insindacabile in sede di legittimità, e aggiungendo per 20 pagine le ragioni per cui Patrizia sarebbe dovuta essere assolta in Appello anche per difetto di colpevolezza in ordine all’omicidio preterintenzionale».
![]()




comments (0)
You must be logged in to post a comment.