L’indomita resistenza dei piccoli cinema

BASTIA UMBRA In un’epoca dominata dai giganti del multisala e dai cataloghi infiniti delle piattaforme streaming, esiste una realtà che resiste con caparbietà nel cuore dell’Umbria: il cinema cittadino di Bastia Umbra. Qui, dove le sale si contano sulle dita d’una mano, il cinema non è solo proiezione, ma un atto di resistenza culturale. Il punto di riferimento storico per la comunità è il Cinema Esperia, una struttura che ha saputo mantenere viva la tradizione del cinema “sotto casa”. A differenza delle grandi strutture della provincia, che puntano sulla quantità dell’offerta e sul consumo rapido, la realtà bastiola si concentra su una dimensione più intima e raccolta. Tuttavia, la sfida è quotidiana. Programmazione selezionata: non c’è spazio per ogni blockbuster in uscita; ogni titolo viene scelto per intercettare il gusto della comunità locale. Qualità del servizio: la scommessa si gioca sull’accoglienza, sulla pulizia e su un rapporto fiduciario con lo spettatore che il “non-luogo” del centro commerciale non può offrire. Perché il “piccolo” fatica a respirare? Il calo di affluenza che ha colpito Bastia negli anni non è un caso isolato, ma riflette un trend nazionale. I piccoli cinema soffrono la vicinanza strategica di poli come il Gherlinda o l’Uci di Perugia, che distano solo pochi chilometri e offrono una varietà di orari e titoli imbattibile. Ma c’è dell’altro: il cinema di città deve fare i conti con costi di gestione energetica sempre più alti e la necessità di continui aggiornamenti tecnologici. Nonostante le difficoltà, il valore di avere un cinema nel centro di Bastia Umbra è inestimabile. La sala cinematografica funge da presidio sociale culturale, in quanto costituisce un luogo di aggregazione per giovani e anziani. Per promuovere questo cinema abbiamo pensato a delle soluzioni facili e significative: se abiti in zona, puoi arrivarci a piedi o in bici; l’ingresso e l’uscita sono rapidi, senza le code chilometriche tipiche dei centri commerciali durante il weekend, inoltre è sempre una buona azione dare sostegno all’economia del nostro quartiere.
Quando compri un biglietto in un piccolo cinema, i tuoi soldi rimangono sul territorio. Dopo il film, è più probabile che tu vada a prendere un gelato o una pizza nel locale accanto, aiutando i commercianti del centro storico invece di una multinazionale del cibo, un cinema aperto rende la via più sicura, illuminata e frequentata, evitando il degrado del centro urbano. Nei cinema più piccoli, il proiezionista c’è ancora: spesso c’è una persona reale che controlla che la messa a fuoco e il volume siano perfetti. Il personale ti riconosce, l’atmosfera è meno asettica e più accogliente. Noi crediamo fermamente che il cinema di Bastia Umbra rappresenti molto più di un semplice schermo bianco in una sala buia. In un’epoca in cui tutto è diventato “su richiesta” e isolato tra le mura domestiche, noi vediamo in queste poche sale un presidio di resistenza umana e culturale che non possiamo permetterci di perdere. Sosteniamo che scegliere la piccola sala cittadina sia un atto di civiltà. Non lo facciamo per semplice nostalgia, ma perché siamo convinti che la qualità della visione passi anche attraverso la qualità delle relazioni: incrociare lo sguardo del proiezionista, salutare il vicino di posto e respirare l’atmosfera di un edificio che ha una storia da raccontare è un’esperienza che nessun centro commerciale, per quanto moderno, potrà mai replicare. Se smettiamo di frequentare i luoghi del nostro centro, accettiamo implicitamente che le nostre strade diventino più vuote e meno sicure. Noi invitiamo tutti a spegnere la TV per una sera e a riscoprire il piacere di essere spettatori insieme, nel cuore della nostra città. Il cinema di Bastia è il nostro cinema: proteggerlo è un compito che spetta a tutti noi.
Giorgia Cosimetti e Angelica Caposaldo per l’Occhio del Properzio
(Liceo Properzio, Assisi)

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