Il vertice del Dipartimento Prociv, Fabio Ciciliano, ha partecipato al Salone dello Studente
“Mai avrei pensato di tornare in Umbria, dove ho iniziato, col ruolo che ricopro oggi”
di Francesca Marruco
BASTIA UMBRA “Ho iniziato in Umbria come volontario e non avrei mai pensato di tornare qui come capo della protezione civile”. Fabio Ciciliano, il capo del Dipartimento della Protezione civile, lo ha confessato ieri mattina, intervistato da Sergio Casagrande, direttore del Corriere dell’Umbria e del Gruppo Corriere, al Salone dello Studente, che per la prima volta si tiene in Umbria a Umbriafiere di Bastia Umbra. Raccontando la sua formazione, il capo della protezione civile ha spiegato: “La mia carriera nella protezione civile è iniziata qui nel 1997: venni da volontario a Colfiorito per gestire l’assistenza alla popolazione, mai mi sarei sognato di tornarci da capo del Dipartimento. Anche per questo motivo per me è sempre un piacere venire in Umbria, dove ho anche insegnato”. Parlando del Dipartimento, Ciciliano ha specificato: “La protezione civile spesso viene associata al dipartimento, che è costituito da un nucleo di persone appassionate che lavorano a l l’interno della presidenza del consiglio dei ministri e gestiscono ogni emergenza che accade. Ma oggi parlare di protezione civile è diverso dal concetto anche di solo 5 anni fa perché noi entriamo in azione in moltissime situazioni. Cito, come esempio, l’accoglienza degli ucraini che 10 anni fa sarebbe stata impensabile invece ora il sistema gestisce”. Centrale, anche nel discorso di Ciciliano la prevenzione: “Facciamo tanto lavoro che non viene percepito: pensiamo anche solo ai bollettini meteo quotidiani”. Rispondendo alla domanda sull’importanza della prevenzione, ha aggiunto: “Partiamo dal dato economico, l’emergenza costa molto di più. Ma se si fa prevenzione i rischi vengono mitigati. Prendiamo il ciclone che ha devastato parte della Sicilia e della Calabria: si trattava di un evento estremo e non c’è stato alcun ferito. Questo perché il sistema di protezione civile ha funzionato. E per sistema di protezione civile io intendo tutti quei piani, dai nazionali ai comunali che si vedono poco in tv ma che hanno un’importanza fondamentale, come ogni attività di pianificazione. Io – ha aggiunto – pianifico la prevenzione, ad esempio, costruendo le vasche di espansione per evitare le esondazioni dei fiumi. Allo stesso modo, faccio prevenzione, andando a spiegare ai ragazzi le nostre attività”. E proprio spiegando agli studenti quali sono i percorsi formativi esistenti per intraprendere questa carriera, ha dichiarato: “Per far parte della protezione civile ci sono tantissimi modi: ci sono percorsi più tecnici come ingegneria o architettura, ma c’è appunto il volontariato, o le professioni mediche, io ad esempio facevo il chirurgo.
Questo bouquet di competenze è proprio lo specchio della protezione civile, in cui ci sono tante professionalità ”. Al quesito su come si affronta lo stress di una giornata da capo della protezione civile, Ciciliano ha risposto dicendo: “Per poter fare questo lavoro serve una squadra composta da persone di cui hai fiducia cieca e io le ho. La gestione dell’emergenza non è un processo democratico, il che è un vantaggio, ma non per tutti gli aspetti. Serve conoscere tutti i fenomeni, serve una catena di comando che esegue, non c’è spazio di concertazione, la decisione alla fine è di una persona e chi decide è sempre clamorosamente solo. Se ragioniamo sulla tutela della vita umana, l’esperienza è una buona valutazione. Che è fondamentale ma è importante anche la competenza”. Ciciliano ha anche spiegato, sempre sollecitato dalle domande di Casagrande, come si attiva la catena di comando in caso di emergenza: “La protezione civile – ha detto – ha mezzo milione di volontari in tutta Italia e gestisce, in caso di necessità, tutti i dipendenti delle strutture operative, quindi le forze d e l l’ordine, i vigili del fuoco, i volontari, i professionisti. C’è il Comitato in cui siedono i massimi rappresentanti di ogni singola struttura operativa che hanno potere di decisione nella propria amministrazione. L’ultima volta che ci siamo riuniti è stato per la frana gigantesca in Molise: io impartisco le direttive e ognuno le trasmette alla sua amministrazione”. Il capo della Prociv ha inoltre parlato anche dell’intervento legato alla tragedia di Crans- Montana: “Il sistema nazionale – ha spiegato – si è mosso immediatamente, perché si interviene a prescindere, quando ancora non si sapeva se ci fossero anche cittadini italiani. La situazione da gestire era gravissima, devastante. In questi casi, come accadde per la tragedia di Viareggio, ci accorgiamo che il sistema di cura per i grandi ustionati in Italia è molto buono, ma è acerbo e può andare in crisi anche per poche persone. La gestione anche di un singolo paziente ustionato influisce per questo motivo devo ringraziare il Niguarda che ha accolto diversi ragazzi e questo non sarebbe stato possibile senza la gestione pubb l i ca”. Infine, spiegando qual è la priorità emergenziale per l’Italia, ha dichiarato: “L’ Italia è un paese molto fragile, più del 94 percento dei comuni è a rischio idrogeologico. E’ il paese più sismico del mondo. In questo momento geologico solo la Sardegna e il Salento non sono zone sismiche, ma potrebbero ricevere le sollecitazioni meccaniche di scosse che arrivano da lontano. Inoltre, l’Italia è l’unico paese europeo che lavora su quattro vulcani attivi. Infine – ha concluso – non possiamo dimenticare il rischio incendi per cui il nostro paese ha la flotta più numerosa in tutta Europa”.
francesca.marruco@gruppocorriere.it
Stamattina l’incontro per docenti e dirigenti con la presidente della Commissione per la revisione delle indicazioni nazionali, Loredana Perla
La due giorni di orientamento per gli studenti targata Campus
BASTIA UMBRA Proseguirà anche oggi il salone dello Studente di Campus, per la prima volta in Umbria, a Umbriafiere di Bastia Umbra. L’esperienza di questa prima due giorni, ha raccontato ieri l’amministratore delegato di Campus, Domenico Ioppolo, “verrà riproposta anche il prossimo anno. Crediamo che l’offerta pe r l’orientamento dei nostri studenti debba essere capillare e non solo destinata alle città più grandi d’Italia, per questo siamo arrivati anche in Umbria”. Oltre alle 30 realtà formative che già da ieri hanno iniziato ad accogliere gli studenti, anche oggi sono in calendario diversi workshop e convegni. Alle 10.30 un evento dedicato a docenti e dirigenti scolastici. Sarà Loredana Perla, presidente della Commissione per la revisione delle indicazioni nazionali e direttrice del Dipartimento di Scienze della Formazione, psicologia, comunicazione all’università degli studi di Bari Aldo Moro a parlare agli insegnanti nell’incontro “Dalle indicazioni nazionali al curricolo. La nuova progettazione educativa tra centralità della persona e competenze trasversali”. Inoltre, gli studenti potranno porre una domanda al Ministro dell’istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, grazie all’iniziativa Filo Diretto: tu chiedi, il ministro risponde. I quesiti saranno registrati e inviati al ministro che risponderà sui canali social.
F.M .
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